Patente a chilometraggio “limitato”

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Una nuova normativa che disciplina il codice della strada prevede pesanti vincoli per le persone con disabilità che vogliono mettersi al volante. Restrizioni che per gli avvocati di Ledha hanno carattere discriminatorio.
Immaginate di avere la patente da vent’anni. Di macinare una media di 10mila chilometri l’anno in automobile tra lavoro, i figli da accompagnare a scuola e commissioni varie a Milano e nell’hinterland. Siete guidatori attenti e responsabili: non avete mai provocato incidenti e avete persino tutti i punti sulla patente. Eppure, al momento del rinnovo della patente, la commissione decide che non potete percorrere più di 30 chilometri “lineari” da casa e non potete viaggiare in autostrada.
È successo ad Adelmo Riminucci, 48enne con una grave disabilità, che lo scorso febbraio si è visto applicare alcune importanti restrizioni previste da una nuova norma (D. Lgs. n.59/2011) entrata in vigore il 19 gennaio scorso. “Per me è stato un colpo: a me la macchina serve per essere autonomo – spiega Riminucci -. Quando mi sono visto applicare questa limitazione mi sono sentito umiliato. Come un cane al guinzaglio. Mi è venuta alla mente una bella cascina lombarda, di quelle con l’aia molto grande. E, all’interno di quest’aia, un bel cagnone ormai incattivito perché sempre legato ad una catena, che magari è una catena bella lunga, perché così anche il cane si può sgranchire le zampe”.
Per Adelmo la “catena” non era accettabile: l’automobile gli serve per andare al lavoro e per portare la figlia all’asilo, andare alle sedute di fisioterapia e a fare la spesa. Ma anche per organizzare le vacanze, gestirsi in libertà il tempo libero. “Dopo la rabbia iniziale ho deciso di rivolgermi al servizio legale di Ledha e di sottopormi, come previsto dall’art. 119 comma 5 del Codice della Strada, a una nuova visita medica, a mie spese, finalizzata a una diversa valutazione”, aggiunge. L’unità sanitaria territoriale di Milano delle FS esprime un parere diverso e così Adelmo riesce a ottenere di nuovo la sua patente, senza limitazioni.
Per gli avvocati Laura Abet e Giulia Grazioli del Servizio Legale Ledha alcune restrizioni previste dalla normativa presentano caratere discriminatorio. L’introduzione di un limite di chilometraggio dalla residenza o il limite della guida solo nella propria regione risulta discriminatorio e lesivo del diritto alla mobilità sancito dalla Convenzione di New York sui diritti delle persone con disabilità.
La commissione, infatti, ha facoltà di imporre vari tipi di limitazioni alle persone con disabilità che vogliono mettersi al volante: ad esempio l’obbligo di guida solo nell’ambito della città o della regione di residenza, la guida senza passeggeri, oppure l’obbligo di guida solo se accompagnato da titolare di patente. “Restrizioni che mi sembrano ancora più incomprensibili: viaggiare senza passeggeri cosa significa? Che io posso ammazzarmi, o posso ammazzare un passante che non conosco, però i miei parenti e i miei amici quelli no, quelli li devo tenere al sicuro?”, commenta Adelmo Riminucci.“Perché dovrei poter guidare solo se accompagnato da titolare di patente? – riflette ancora Adelmo -. L’automobile serve alla persona con disabilità per avere autonomia e autosufficienza negli spostamenti anche quotidiani. Se dovessi avere un patentato di fianco, tanto varrebbe che guidasse lui”. La possibilità di guidare, con appositi adattamenti e ausili, rappresenta un tassello importante per garantire l’autonomia delle persone con disabilità e il rischio, per Adelmo, potrebbe ripresentarsi tra due anni, quando dovrà sottoporsi a una nuova visita di rinnovo: “Sarebbe importante risolvere la cosa, in modo che ci sia una legge chiara e sicura”.
“Quanto accaduto al sigor Riminucci deve essere di sprone per tutte quelle persone con disabilità che si trovassero nella stessa situazione – spiega Laura Abet – ad attivarsi e a procedere contro tale eventuale decisione proprio perché lesiva di un diritto fondamentale della persona che, senza una reale e motivata giustificazione, si vedesse ridurre così irragionevolmente e drasticamente la propria libertà”.
(Periodico Daily)

di Giovanni Cupidi

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