AUTISMO. “CASTELLI DI FIAMMIFERI” PER SCOPRIRE COSA C’E’ DIETRO IL SILENZIO

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Un racconto sull’autismo, visto attraverso gli occhi dell’infanzia.
Trama scorrevole, linguaggio semplice e accattivante,fantasia e realtà combinate in giusta dose, e tra le righe unmessaggio educativo da fare proprio.

Queste le caratteristiche del romanzo Castelli di fiammiferi.
La storia, ideata da Bettina Obrecht e pubblicata da Uovonero edizioni, mostra con gli occhi di un bambino cosa significa convivere con l’autismo. Jan va alle scuole elementari. Tutto il giorno riesce a sentir parlare gli oggetti e gli animali che lo circondano. Spesso si confida con un pappagallo, con un peluche, con il pupazzo di un supereroe e con un camion dei pompieri giocattolo. Jan non riesce a immaginare una vita in silenzio. Ed è invece quello che prova Lisa, la sua sorella di pochi anni più grande. Lisa è autistica, non parla mai, passa le giornate a giocare con un portachiavi, mangia solo ravioli ripieni di ricotta e spinaci, e vuole che nella sua stanza ogni oggetto sia sempre nella stessa posizione. I genitori fanno il possibile per assistere Lisa, ma la mamma sembra sempre più stanca. Quando intuisce che i genitori vogliono portare Lisa in una casa per ragazzi con bisogni speciali, Jan accresce il suo istinto protettivo.
Sogna di andare a vivere con la sorella in una torre alta, invalicabile. Prova a realizzarne un modellino in miniatura con dei fiammiferi, proprio come fa il nonno, che con i cerini riproduce diversi tipi di costruzioni famose. Jan trasmette questo passatempo a Lisa, che proprio con i suoi castelli di fiammiferi riuscirà a sorprendere le persone attorno a lei, facendo loro scoprire le sue capacità nascoste.
I toni delicati del romanzo non nascondono le reali difficoltà di una famiglia alle prese con un membro autistico. Si raccontano i momenti di crisi della madre che spesso ripete di “non farcela più”. Le liti tra genitori dovute allo stress, e le agitazioni al pensiero del “dopo di noi”. La sensibilità di un bambino nei confronti della sorella disabile, anche se non manca un po’ di gelosia nei suoi confronti quando vede rivolte a lei le attenzioni di mamma e papà. E la considerazione che lo stesso bambino si trova a crescere più in fretta dei suoi coetanei, vivendo in famiglia situazioni spesso difficili per la sua effettiva età. Eppure dalla delicatezza del romanzo emerge con forza l’incoraggiamento a superare insieme i momenti critici, per assaporare così i traguardi raggiunti. Talvolta piccoli gesti, con cui la persona autistica dimostra di essere attenta al “mondo esterno”. Talvolta situazioni sorprendenti, come le doti che Lisa dimostra nelle costruzioni con i fiammiferi. Senza dimenticare l’importanza della condivisione di esperienze e del reciproco sostegno, come succede quando la famiglia di Jan e Lisa incontra quella di Carla e del fratello Nils, anche lui autistico.
Una storia, dunque, destinata sia a bambini che ad adulti.Qualcuno magari si ritroverà in certe situazioni, avendone vissute di simili in prima persona. Tutti, comunque, con questo racconto potranno scoprire un modo originale, interessante e garbato di descrivere l’autismo in una delle sue tante sfaccettature.

di Giovanni Cupidi

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