FaceMouse: un’innovazione tutta italiana per aiutare i disabili gravi a comunicare

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Non tutti i cervelli, per fortuna dell’Italia, sono in fuga.

La storia di Simone Soria, è un ottimo esempio di come anche  in una grave difficoltà reale, si possano rivelare delle opportunità.Simone Soria è il cofondatore di A.I.D.A.(“Ausili ed Informatica per Disabili ed Anziani”), la cui attività principale è quella di ideare e sviluppare nuove tecnologie rivolte a disabili ed anziani per facilitare loro la comunicazione e l’utilizzo del Personal Computer.
L’idea nasce dall’inventiva di Simone, generata anche della sua situazione personale. L’ing. Soria dalla nascita soffre, infatti, di una grave forma di paralisi celebrale che non gli permette di muovere braccia e gambe e di comunicare a voce se non con fatica.Grazie alla buona volontà di insegnanti, Asl, e dalla cura dei genitori Simone, fin dalla terza elementare, inizia ad usare dei rudimentali Pc per studiare e scrivere.
I primi brevetti prevedevano un software a scansione collegato ad un pulsante morbido che Simone riusciva a premere con la testa, e successivamente passò ad un caschetto con una protuberanza grazie alla quale riusciva, in autonomia, a premere i tasti del Pc.
Simone riesce a laurearsi a pieni voti in ingegneria informatica, e scrive la sua tesi di laurea appunto su un prototipo di sua invenzione che chiamerà FaceMouse.
Tale prototipo, grazie ad un fondo Sociale dell’Unione europea, è potuto essere concluso e oggi è uno degli strumenti che Simone utilizza e produce per aiutare qualsiasi malato dalle gravi disfunzioni motorie, che ne abbia la necessità per comunicare.Particolare attenzione è rivolta allo studio di strumenti per la comunicazione di disabili motori gravi, poiché per essi, non esistono ancora sistemi efficaci sul mercato.L’innovazione di FaceMouse è quella di poter pilotare il cursore del mouse muovendo il capo o qualunque parte del corpo che il disabile controlli, senza l’utilizzo di mani, voce e di alcun sensore.Per questo software è infatti sufficiente muovere il capo, la bocca o un qualsiasi arto, dinanzi ad una economica telecamera collegata al PC.Muovendo il cursore del mouse, la persona con handicap è in grado di scrivere, comunicare, navigare in internet e utilizzare tutte le funzioni classiche del computer.
Soria afferma con orgoglio: ”Con A.I.D.A. desidero dare a persone in condizioni simili alla mia le stesse possibilità che ho avuto io. La tecnologia informatica oggi può davvero essere uno strumento di interazione con il mondo per persone diversamente abili”.
Dal 2005 le competenze dell’ingegner Soria e del suo staff sono a disposizione dei disabili e delle loro famiglie.
Necessario, per un buon risultato, è un colloquio approfondito con chi andrà poi ad utilizzare FaceMouse per osservare ed analizzare con precisione le capacità motorie della persona interessata. “ Ascolto le testimonianze dei genitori e di chi conosce il disabile, tenendo a mente però che non sempre le persone che lo circondano hanno gli strumenti per conoscere e descrivere le sue potenzialità… Quante volte mi son trovato a scoprire che un bambino era in grado di riconoscere le lettere dell’alfabeto e i suoi genitori non ne avevano idea!” afferma Simone.L’ausilio tecnologico viene sempre modulato sul paziente, adattandolo come un abito su misura.
Soria è solito infatti affermare che gli piace pensare che”FaceMouse si adatti alla persona che lo utilizza, come l’acqua prende la forma del contenitore che la raccoglie”.
La tecnologia FaceMouse ha ricevuto, ad oggi, diversi premi e riconoscimento per la sua innovazione ed utilità sociale, tra cui il brevetto internazionale, il marchio nominativo in Cina ed Europa.Un bel esempio di speranza e forza di volontà.Se volete approfondire o avere informazioni potete consultare i siti:

http://www.aidalabs.com

http://www.paralisicerebraleinfantile.it  

(gaianews.it)

di Giovanni Cupidi

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