Nasce l’Ufficio nazionale del garante dei disabili

Standard

PALERMO. Nasce l’Ufficio nazionale del garante della persona disabile. La sua presentazione ufficiale è prevista per domani pomeriggio alle 17 nella sala Terrasi della Camera di Commercio di Palermo.

Si tratta di un organismo associativo di tipo privatistico che si proietta però in una dimensione territoriale più vasta, con l’ambizione di divenire associazione nazionale di promozione sociale per tutte le persone disabili. “La necessità di creare uno specifico organismo di tutela è sorta dalla oggettiva constatazione che in Italia – afferma Salvatore Di Giglia, il coordinatore nazionale dell’Ufficio -, pur trovandoci in presenza di una delle più avanzate legislazioni in favore delle persone disabili -, viene quotidianamente registrata una forte disattenzione, non attuazione ed, a volte, violazione dei diritti che lo stesso sistema legislativo intende garantire nei vari campi della vita della persona con disabilità”.
L’ufficio, che ha assunto la forma giuridica di onlus, si ispira al principio della solidarietà sociale e intende erogare specifici servizi diretti alla tutela dei diritti civili – in forma singola e collettiva – delle persone con disabilità, comprendente anche quella che si renderà eventualmente necessaria nella fase processuale, nei vari campi della giurisdizione civile, penale o amministrativa. Le macro aree d’intervento su cui agirà sono in particolare la scuola, le barriere architettoniche, la discriminazione, la promozione legislativa, il lavoro e i temi di Handylex. All’incontro di domani, tra gli altri, parteciperanno il presidente della Camera di Commercio di Palermo Roberto Helg, il neo sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente del Lions Club Palermo Libertà Leandro Parlavecchio.
“Il nostro Ufficio si pone fra gli scopi primari la tutela e la salvaguardia dei diritti delle persone disabili – sottolinea ancora Salvatore Di Giglia -. Siamo pronti ad ascoltare tutte le istanze di chi è disabile, delle famiglie, associazioni e operatori del settore. La mission è quella di aiutare le tante famiglie siciliane che spesso sono difficoltà quando devono agire legalmente per il riconoscimento dei diritti. Il nostro lavoro si ispira a quello degli avvocati di strada. In un primo momento a chi si rivolgerà a noi garantiremo l’assistenza legale gratuita ed in un secondo momento creeremo un fondo dedicato alle famiglie che hanno difficoltà economiche”. Tra le ultime battaglie che ha portato avanti l’Ufficio del Garante della Persona Disabile di Palermo c’è stata la diffida dell’Amat di Palermo, l’azienda di autotrasporto pubblico, per il mancato funzionamento delle pedane dedicate ai disabili. Quest’ultime, pur essendo tutte presenti nei mezzi, non possono essere utilizzate dagli utenti disabili perché, non venendo periodicamente manutenzionate non sono funzionanti.La costituzione dell’Ufficio Nazionale del Garante della Persona Disabile nasce dall’impegno sul territorio dell’associazione sportiva culturale pro H ‘Aquile di Palermo Onlus’ che ha sempre valorizzato l’attività di tutela e di salvaguardia dei diritti e della dignità delle persone disabili.
In linea con tale obiettivo, ‘Aquile di Palermo’ è riuscita, sin dal 2003, a spingere alcuni Comuni della Provincia di Palermo (Corleone, Piana degli Albanesi, Bisacquino, Prizzi, Ciminna, Valledolmo), ma anche altri ricadenti fuori dalla Regione Siciliana come Ugento (LE) e Gallipoli (LE), ad approvare appositi regolamenti istitutivi della figura dell’Ufficio locale del Garante della Persona Disabile, mediante specifici atti deliberativi dei consigli comunali. Nella quasi totalità dei casi, a tale deliberazione è seguita l’emanazione di appositi provvedimenti di nomina dei responsabili di tali Uffici. Da ultimo, con delibera del Consiglio Direttivo dell’associazione ‘Aquile di Palermo’ del 22 Dicembre 2009, è stato istituito, su base privatistica, l’Ufficio del Garante della Persona Disabile di Palermo. Considerata la positiva esperienza degli Uffici del Garante locali istituiti presso questi Comuni si è poi deciso di istituire con compiti di tutela e coordinamento un Ufficio del Garante Nazionale della Persone Disabile.
( oltrelabirinto.it)

di Giovanni Cupidi

‘Effatà’: in un romanzo le disabilità ai tempi dell’Olocausto

Standard

E’ in prgramma domani alla libreria Feltrinelli di via Etnea a Catania l’incontro del ciclo “Leggere per ricordare”, un laboratorio integrato di letteratura e teatro, realizzato per gli studenti dei Licei e gli universitari, in vista del “Giorno della Memoria” che si celebra ogni 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschivitz.
Lo scopo del progetto è dunque quello di  sensibilizzare le giovani generazioni nei confronti di quel processo storico, approfondendone la conoscenza attraverso la lettura e la riscrittura di un’opera letteraria.  

Allo studio sarà il romanzo di Simona Lo Iacono, “Effatà”, dedicato appunto all’Olocausto e al tema della minorità fisica.
image

L’opera narra infatti la storia di due bambini sordomuti, uno dei quali realmente vissuto e ultima vittima dei programmi di eugenetica voluti da Hitler.Parteciperanno all’incontro gli alunni del Liceo Spedalieri, del Liceo linguistico e pedagogico di Paternò, e gli studenti universitari di diversi dipartimenti del capoluogo etneo. L’autrice introdurrà per loro il romanzo e illustrerà la genesi delle leggi razziali, invitando poi i ragazzi a leggere il testo e riscriverne un monologo a scelta, impossessandosi di uno dei personaggi che animano il racconto.I testi inviati dai partecipanti al laboratorio, che sta coinvolgendo le scuole della provincia di Catania e di Siracusa, saranno selezionati dall’autrice per la rappresentazione teatrale.
Il 27 gennaio, appunto, in occasione del Giorno della Memoria, l’opera riscritta dagli studenti sarà messa in scena dai pupi siciliani della Compagnia Vaccaro Mauceri, che ha già realizzato i burattini con le fattezze dei protagonisti della storia.
(blogsicilia.it)

di Giovanni Cupidi

L’ Autismo in immagini – Mostra fotografica

Standard

L’Associazione Il Filo dalla Torre ONLUS, da anni lavora nel campo dell’autismo e della disabilità psichica, sostenendo la crescita dei bambini autistici, delle loro famiglie, delle scuole e di tutti i contesti che ruotano intorno a loro.

Grazie alla professionalità, all’attenzione ed alla sensibilità del fotografo Massimo Bottarelli, l’Associazione è lieta di invitarvi alla mostra dal titolo “L’autismo in immagini”, che vi consentirà di entrare maggiormente in profondità nel mondo dell’autismo.

Sguardi, sorrisi, quotidianità e tanti splendidi momenti trascorsi insieme: il tutto rappresentato attraverso le splendide foto in bianco e nero.

Contemporaneamente, sarà possibile gustare un prelibato aperitivo.

L’evento è realizzato grazie al contributo volontario di tanti sostenitori delle attività dell’associazione e ha una finalità di raccolti fondi.

Il costo del biglietto di ingresso è di 12 euro e l’intera somma raccolta andrà a sostenere la realizzazione dei diversi progetti offerti ai ragazzi ed alle loro famiglie

Vieni a visitarci anche sul nostro sito www.filodallatorre.it e seguici su Facebook, alla pagina Il Filo dalla Torre.

Per motivi organizzativi è gradita la comunicazione della partecipazione entro lunedì 9 Dicembre, chiamando allo 0666165072 o al 3355778869, al quale è possibile anche chiedere informazioni.

 

filotorre

filotorre2

filotorre3

 

 

DISABILITÀ, ECCO GLI EMENDENTI ALLA LEGGE DI STABILITÀ DEL COMITATO 16 NOVEMBRE

Standard

Salvatore Usala denuncia “l’assordante silenzio” del governo e declina l’invito dell’Inps per un nuovo tavolo il 13 novembre. “Abbiamo preparato un emendamento formato da 6 punti, che punta alla sostanza”. Meno di 10 giorni al prossimo presidio

“Un tavolo tecnico per una fesseria”: così Salvatore Usala, segretario del Comitato 16 novembre, liquida la proposta di un dirigente dell’Inps, che convoca un tavolo di lavoro per il 13 novembre prossimo. All’ordine del giorno, la ricerca di procedure omogenee per riconoscere l’invalidità al 100% e l’indennità di accompagnamento nei casi di patologie degenerative progressive e conclamate, come la Sla. “Un tavolo tecnico per una fesseria”, commenta secco Usala. “La verità – aggiunge – è che vogliono evitare che il 20 novembre si faccia il presidio davanti al Ministero dell’Economia e Finanze usando metodi subdoli”. C’è solo un modo, però, per fermare la protesta: “Atti legislativi – ribadisce Usala – Questo è il vostro lavoro: siete pagati per produrre, non per fare promesse”. Il Comitato quindi rilancia la sua proposta in sei punti, questa volta sotto forma di emendamento alla legge di stabilità. I punti sono quelli di sempre, “gli stessi che abbiamo discusso il 23 ottobre, che voi vi siete impegnati ad applicare subito – ricorda Usala – L’emendamento punta alla sostanza, tecnicamente ci penserà l’ufficio legislativo del Ministero a renderlo perfetto Per noi è importante usare un linguaggio semplice e comprensibile. In quanto alle coperture, è tutto previsto: se a qualcuno non garba, libero di cambiare, a patto che la sostanza rimanga inalterata. Il Governo – conclude Usala, tornando ad annunciare il prossimo presidio, previsto per il 20 novembre – ha dieci giorni di tempo per studiare le nostre richieste”.
Ecco il testo delle proposte di emendamento: 
Art. 7 bis (Misure di carattere sociale e sanitario)1. A decorrere dal 1 gennaio 2014 i disabili potranno determinare la libertà di scelta in riferimento all’assistenza e cura. La scelta si esercita con la volontà di restare o rientrare nel domicilio da struttura ospedaliera, sanitaria o socio sanitaria. Ogni disabile riceverà, dalla Regione o Provincia Autonoma, un contributo pari al 50% della spesa certificata erogabile, quale contributo pubblico, per il ricovero in struttura residenziale sanitaria o similare. La Conferenza Unificata Stato Regioni elaborerà le linee guida, entro il 31 gennaio 2014, per le deliberazioni secondo le indicazioni del progetto “Ritornare a Casa” in vigore in Sardegna dal 2006. Nelle deliberazioni regionali o provinciali dovrà essere specificato che i risparmi sanitari dovranno essere utilizzati prioritariamente per finanziare i successivi punti 2 e 3. I risparmi previsti sono: 1.150 milioni di euro nel 2014, 2.300 milioni di euro nel 2015, 3.000 milioni di euro nel 2016. 2. Per gli interventi di pertinenza del Fondo per le non autosufficienze di cui all’art. 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è autorizzata la spesa di 600 milioni di euro per l’anno 2014, 700 milioni di euro per l’anno 2015, 800 milioni di euro per l’anno 2016. Il 50% della spesa dovrà essere utilizzata per le disabilità gravissime di cui all’elenco relativo all’art. 3, del Decreto Interministeriale di riparto, del 20 marzo 2013. Il riparto dei gravissimi, pari al 50%, sarà effettuato in base al numero dei malati certificati dalle Regioni o Province Autonome, entro e non oltre il 31 di gennaio. Il decreto di riparto dovrà essere promulgato entro e non oltre il 15 febbraio. Le cifre del finanziamento ai gravissimi dovranno essere stabilite in funzione della stadiazione e gravità dalla Conferenza Unificata Stato Regioni, in maniera omogenea in tutta l’Italia. I finanziamenti ai gravissimi dovranno essere certificati dalle Regioni e Province Autonome entro il 30 giugno dell’anno di riferimento con conguagli nel riparto in funzione dei numeri reali. 3. A decorrere dal 1 gennaio 2014 entreranno in vigore i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza ed il nuovo nomenclatore tariffario degli ausili. La Conferenza Unificata Stato Regioni dovrà provvedere a stilare i provvedimenti finali, proposti dal Governo, entro il 31 marzo 2014. E’ autorizzata la spesa di 800 milioni di euro per il 2014 e anni successivi. 4. E’ istituito un contributo “Caregiver” dal 1 gennaio 2014, a favore del familiare di riferimento, pari al 25% del finanziamento globale relativo ai punti 1 e 2. Il contributo è soggetto a tassazione Irpef. 5. Tutti i contributi relativi ai punti 1 e 2 si intendono esenti dal reddito Isee. 6. Le Regioni e le Province Autonome, l’Inps e il Ministero della Salute dovranno predisporre linee guida, entro il 31 gennaio 2014, al fine di omogeneizzare il riconoscimento dell’invalidità al 100% e dell’indennità di accompagnamento nel caso di patologie progressive, inguaribili e conclamate. Dovranno altresì esentare automaticamente da visite di controllo.
(superabile.it )

di Giovanni Cupidi

ASIA/FILIPPINE – Doppio il tasso di mortalità delle persone con disabilità rispetto al resto della popolazione colpita dal tifone

Standard

Un dato allarmante si aggiunge alla gravissima situazione che sta vivendo la popolazione filippina a causa del violento passaggio del tifone Hayan. Si tratta del fatto che le persone con disabilità sono quelle maggiormente esposte ai rischi più drammatici durante le emergenze e i cataclismi naturali. I bambini, le donne e gli uomini disabili riescono con difficoltà a mettersi al riparo perché la maggior parte delle strutture di primo soccorso non sono accessibili. Questo significa che i sopravvissuti e le persone con disabilità rischiano di essere esclusi dalla catena degli aiuti umanitari e dalle tradizionali risposte di emergenza come cibo, acqua potabile e servizi sanitari. Il tasso di mortalità delle persone con disabilità risulta essere il doppio rispetto a quello del resto della popolazione. Secondo informazioni giunte all’Agenzia Fides dal Christian Blind Mission (CBM), gli operatori della ong sono al lavoro per gli interventi di primo soccorso mirati alla popolazione disabile colpita dal tifone. Su ogni persona vittima di Hayan, si stima che altre tre siano ferite e rischino la disabilità permanente. Le notizie arrivano dai partner di CBM nelle Filippine che, in queste ore si stanno attivando nella provincia di Iloilo City e nell’area di Visayas Occidentale. Nel comunicato inviato all’Agenzia Fides, il Direttore nazionale di CBM Italia Onlus dichiara che “essere disabile in un Paese in Via di Sviluppo significa non avere un futuro. Le emergenze poi portano con sé un ulteriore e tremendo effetto: cresce il numero delle persone con disabilità. Al tempo stesso c’è la loro difficoltà e spesso impossibilità ad accedere alla catena degli aiuti umanitari. Il caos e il terrore provocato da un’emergenza naturale acuisce ancor di più le drammatiche condizioni di vita di una persona disabile”. CBM ha la finalità di sconfiggere le forme evitabili di cecità e di disabilità fisica e mentale nei Paesi in Via di Sviluppo, senza distinzione di razza, sesso e religione.
(fides.org)

di Giovanni Cupidi

I Google Glass al Museo Egizio: un aiuto alla disabilità

Standard

Un progetto sviluppato da Rokivo, Vidiemme Consulting, l’Ens (Ente Nazionale Sordi), in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e agganciato al progetto Atlas: gli occhiali di Google traducono in linguaggio dei segni.

Essere tra i primi al mondo a sperimentare l’universo applicativo dei Google Glass e scegliere di farlo con un progetto legato alla disabilità e alla accessibilità. È questo il caso di Rokivo, società di digital design, fondata a New York da un gruppo di professionisti di Torino e con un ufficio a Torino, dal quale segue il mercato italiano ed europeo. ”Ci occupiamo di user experience – racconta Valerio Saffirio, fondatore della società – ovvero di progettare la migliore esperienza possibile gli utenti di pc, smartphone, tablet e wearable computer, vale a dire con tutti coloro che si trovano a interagire con interfacce digitali. Il nostro Ceo Fabrizio Caso ha partecipato a Google Glass Explorer Project e Rokivo è stata selezionata per lavorare sul progetto e sull’abilitazione delle implementazioni degli occhiali di Google”. Partita con progetti fortemente legati alla sua attivitàtradizionale” Rokivo è passata poi a esplorare l’ambito della disabilità, in questo caso in collaborazione con Vidiemme Consulting , che si occupa invece di sviluppo software e con l’Ens (Ente Nazionale Sordi). ”In questo caso – continua Saffirio – ci siamo inseriti nel progetto Atlas (Automatic Translation into Sign Language) sviluppato dal Politecnico di Torino, dall’Università di Torino, da Rai, Beps Engineering, Lumig Studios, Csp e Microsoft Innovation Center, il cui obiettivo è sviluppare un sistema che riceva in ingresso contenuti in lingua italiana e li riproponga in uscita in Lis, vale a dire nel linguaggio dei segni che rappresenta la lingua di comunicazione per le persone affette da disabilità uditiive”. In questo caso il progetto è stato declinato in una nuova collaborazione con il Museo Egizio di Torino, con l’obiettivo di consentire anche ai sordi di accedere all’esperienza museale in totale pienezza: tutte le descrizioni e le informazioni relative alla statua di Ramesse II sono state infatti tradotte in Lingua dei Segni Italiana (LIS). GoogleGlassi4Lis, questo il nome del progetto, consente la conversione automatica di testi scritti in italiano in Lis, proiettandone i contenuti sul display dei Google Glass grazie all’utilizzo di un attore virtuale.”Per chi è affetto da sordità – è la necessaria precisazione di Saffirio – la lingua dei segni italiana è di fatto la prima lingua, mentre l’italiano finisce per essere la seconda lingua, per altro non da tutti compresa”. Da qui l’importanza della collaborazione con l’Ens, per sviluppare una soluzione che davvero risponda alle esigenze dei futuri fruitori. Da qui l’importanza di un progetto davvero tutto ”Made in Italy”. Naturalmente i Google Glass sono al momento solo prototipi e la disponibilità commerciale non è prevista prima del 2015. Nondimeno Saffirio sottolinea l’importanza di proseguire nelle prototipazioni, che si riveleranno tanto più significative quanto più ci si avvicinerà alla delivery definitiva. ”Il nostro nuovo progetto – svela – sarà di nuovo orientato alla disabilità. In questo caso guarderemo ai disabili motori, sviluppando un utilizzo dei Google Glass come aiuto all’identificazione dei percorsi accessibili per chi si muove in carrozzina”.
(01net.it)

di Giovanni Cupidi

Serve una nuova cultura della disabilità

Standard

Per Fulvio De Nigris, direttore del Centro studi per la ricerca sul coma dell’associazione Gli amici di Luca, la trasmissione “riparatrice” della Rai con scuse e riflessioni su quello che è successo nei giorni scorsi rispetto alla storia di Max Tresoldi non può riparare. Serve di più. Perché nel nostro Paese «manca una cultura delle disabilità» ed è tempo che si cominci a costruirla, a partire dalla televisione pubblica.Le parole di Alda D’Eusanio, per uno che ha vissuto sulla propria pelle il coma e poi la morte di un figlio e che ogni giorno combatte accanto alle famiglie di chi al coma sopravvive, fanno male. Ma a fare più male è l’indifferenza: «Almeno l’ex conduttrice ha avuto il coraggio di dire qualcosa che, purtroppo, altri pensano senza dire – spiega De Nigris, riprendendo i passaggi di una lettera durissima che ha inviato proprio ieri al presidente del Cda Rai Anna Maria Tarantola –. Dietro quell’intervento c’è l’indirizzo di un’azienda pubblica che ha cercato di spalmare la disabilità nei suoi palinsesti, con il risultato di diluirla fino quasi a farla scomparire». De Nigris cita trasmissioni come “Racconti di vita” di Giovanni Anversa, rubriche come “Abilhandicap” di Nelson Bova: «Sono solo un ricordo. Come la puntata di “Porta a Porta”, interamente dedicata alle storie di famiglie che accudiscono persone in stato vegetativo. È aumentata la sensibilità, ma non c’è cultura su questi temi, e in particolare sulle persone con esiti di coma o stato vegetativo. Se ne parla poco. Se non per la componente emozionale o aspettando il caso eclatante di turno per cavalcare la notizia».
Ma anche quando ciò accade, non è automatico che il tema venga affrontato con obiettività. «È il caso di Fabio Fazio – continua De Nigris – che, nonostante il grande clamore sulla stampa suscitato da una puntata di “Che tempo che fa” sbilanciata sulle posizioni di Beppino Englaro e Mina Welby, ostinatamente rifiutò di raccontare anche le vite differenti di chi giorno per giorno combatte contro una società ostile». Vite e storie che proprio Avvenire decise di portare sotto i riflettori della cronaca, con una lunga serie di puntate intitolata “Fateli parlare”.
Ecco allora la denuncia di De Nigris: «Dobbiamo combattere l’ostilità, ma c’è un pericolo ancora più grande: l’indifferenza. Dietro e a fianco di Max Tresoldi c’è una famiglia tenace e determinata che ha avuto la forza di lottare e ci sono professionisti della sanità e associazioni che combattono per far valere i diritti di queste persone. Che sono gli stessi diritti sanciti dalla Costituzione». De Nigris fa parte del “Tavolo sugli stati vegetativi e di minima coscienza” istituito al ministero della Salute: «Stiamo per completare un documento che verrà sottoposto al ministro e alle Regioni perché l’azione che tutti insieme bisogna compiere risponda veramente ai bisogni e alle necessità di migliaia di famiglie in condizione di estrema fragilità». Ma quando le luci della trasmissione “riparatrice” si saranno spente, il timore è che tutto tornerà come prima. Si spegnerà la luce: «È la stessa luce che si spegne quando le famiglie dall’ospedale tornano a casa – spiega ancora De Nigris –. Lì si apre un percorso riabilitativo di ritorno alla vita che rimane nell’abbandono e non interessa a nessuno, se non ai diretti interessati. A meno che non ci sia un altro risveglio miracoloso o qualcuno urli, si incateni o parli di malasanità».
Di qui l’appello alla Rai perché si impegni affinché non sia più così: «Accanto al segretariato sociale bisognerebbe ritornare a produrre trasmissioni, magari dedicando anche un canale satellitare al tema – chiede De Nigris alla Tarantola –. Noi per le nostre competenze potremo aiutarvi. È un tema che non fa audience? Siete un servizio pubblico. Potete fare quello che altri non fanno: dare valore al canone che paghiamo, per approfondire e rappresentare questa realtà, e non raccontarla solo quando fa notizia o scandalo».
(avvenire.it)

di Giovanni Cupidi