IL PIANO D’AZIONE PER LA PROMOZIONE DEI DIRITTI DEI DISABILI PASSA PER SALUTE, LAVORO, SCUOLA, ACCESSIBILITA’

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Il piano biennale prevede sette linee d’intervento per attuare concretamente i principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

E’ stato ufficialmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, lo scorso 28 dicembre, il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che prevede una serie di interventi utili  a dare piena attuazione alla Convenzione ONU dei Diritti delle persone con disabilità.  In sostanza, si tratta di interventi per far sì che i diritti siano effettivamente applicati  e garantiti, così come l’Italia si è impegnata  a fare, con la ratifica della Convenzione, avvenuta nel 2009.Il programma, messo a punto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, adottato con il Decreto del Presidente della Repubblica lo scorso ottobre e ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è il frutto di un lavoro coordinato che ha visto coinvolto non solo l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, ma anche associazioni efederazioni di persone disabili, con l’istituzione di ben quattro gruppi di lavoro formati anche da enti locali, centri di ricerca, università, imprese, che si sono confrontati sul tema. Obiettivo unico: uno sforzo affinchè l’inclusione sociale, economia e culturale delle persone con disabilità sia realtà.
Da questo confronto sono emerse chiare indicazioni di lavoro che prevedono il coinvolgimento non solo delle istituzioni (ministeri e SSN in primis), ma anche di società civile  e imprese, lungo sette linee d’azione che prevedono, ciascuna, specifici interventi e azioni. Le vediamo una ad una:
LINEA DI INTERVENTO 1 – Revisione del sistema di accesso, riconoscimento/certificazione della condizione di disabilità e modello di intervento del sistema socio-sanitarioL’obiettivo di questa prima linea chiama subito in causa la definizione di “persona con disabilità” e la valutazione della stessa. E’ prevista infatti una riforma della Legge 104/92 che preveda l’introduzione specifica della definizione di “persona con disabilità”indicato dalla Convenzione ONU a cui associare, con valenza per l’intero territorio nazionale e come riferimento per il Servizio sanitario nazionale e per il sistema degli Enti Locali, un processo di valutazione/accertamento della condizione di disabilità globale e modulare, unitario e coerente con l’articolo 1 della stessa Convenzione ONU.
La nozione di invalidità civile così come formulata nella Legge 118/71, viene superata. L’accertamento delle menomazioni della persona, elemento di riferimento anche per la definizione ONU di persona con disabilità, diventa parte del percorso di valutazione della disabilità che dovrà scaturire dallamodifica della Legge 104/92. La descrizione delle malattie/menomazioni della persona utilizza come riferimento gli strumenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD10) e la Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute (ICF) per la parte di funzioni e strutture corporee.
La parte del nuovo sistema valutativo orientata alla definizione di una progettazione personalizzata e all’erogazione di interventi assistenziali e finalizzati all’inclusione sociale, scolastica e lavorativa è basata sulla valutazione dei funzionamenti della persona con riferimento specifico ai principali luoghi di vita della persona con disabilità: famiglia, scuola e lavoro.Ai fini dell’accesso a servizi o a specifici benefici economici per i quali le norme richiedano la definizione di livelli di priorità, la graduazione della disabilità sostituisce la graduazione dei livelli di handicap prevista dalla Legge 104/92 e le percentuali di invalidità previste dalla Legge 118/71. La valutazione viene articolatasu una lista differenziata per fasce d’età e riferita ai principali nuclei di Attività e Partecipazione di ICF. Ai fini della graduazione della condizione di disabilità si terrà conto dell’insieme dei fattori ambientali necessario alla garanzia dei diritti/funzionamenti di base: salute, cura di sé, scuola/formazione, lavoro einclusione sociale determina la condizione di “gravità della disabilità”. In fase di avvio del nuovo sistema la graduazione si può basare sulla sola valutazione della necessità di “sostegno” personale. Le informazioni essenziali prodotte dal processo avviato dal nuovo sistema di accertamento, confluiranno nel sistema informativo sanitario e sociale e nel sistema statistico nazionale.  (Maggiori dettagli nel testo completo).

LINEA DI INTEVENTO 2- Lavoro e occupazione
Obiettivo di questi interventi è favorire il mainstreaming della disabilità all’interno delle politiche generali per il lavoro e nella raccolta dati. Aggiornare la legislazione in vigore e renderla più efficace nell’offrire occasioni di lavoro, in particolare attraverso un miglior funzionamento delcollocamento mirato (previsto dalla legge 68/99). Per aggiornare la legislazione e renderla più efficace nell’offrire occasioni di lavoro è previsto innanzitutto il rifinaziamento del fondo nazionale per la legge 68/99, oggi sostanzialmente azzerato (a decorrere dall’anno 2011 le risorse sono state ripartite esclusivamente alle autonomie speciali). Sono inoltre previsti interventi di ridefinizione dei criteri per quanto riguarda le aziende (es. in crisi) e occupazione o licenziamento dei lavoratori con disabilità, ma anche ridefinizone dei criteri di distribuzione dei fondi disponibili per la legge 68/99.

LINEA DI INTERVENTO 3 – Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società
Con l’obiettivo di definire linee comuni per l’applicazione dell’articolo 19 della Convenzione Onu (Vitaindipendente ed inclusione nella società ), si prevede di fissare i criteri guida per la concessione di contributi, per la programmazione degli interventi e servizi e la redazione dei progetti individualizzati.
Vengono assunti come criteri per l’attivazione, l’accesso e la modulazione dei servizi e delle prestazioni quelli connessi al riconoscimento/valutazione della condizione di disabilità intesa come rischio o costanza di esclusione sociale e di assenza di pari opportunità, con attenzione aggiuntiva alla necessità di sostegno intensivo nelle situazioni in cui questo venga richiesto.
Viene favorito il generale processo dideistituzionalizzazione da un lato e lo sviluppo di progetti di “abitare in autonomia” che coinvolgono piccoli gruppi di persone dall’altro (come nel caso delle diverse esperienze funzionanti in Italia per persone con problemi intellettivi).
Nel supporto alla domiciliarità e alla residenzialità si assume come criterio regolatore che le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione.
Per quanto riguarda la voce Protezione giuridica delle persone con disabilità e loro autodeterminazione, nel documento si legge che sono previsti interventi atti a prevedere l’abrogazione degli istituti giuridici dell’interdizione e dell’interdizione, prevedendo un contestuale e coordinato rafforzamento dell’istituto dell’amministrazione di sostegno.

LINEA DI INTERVENTO 4 – Promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità
Nell’attesa di un organico aggiornamento della normativa riguardante l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche ai principi della introdotti dalla Convenzione, occorre aggiornare i regolamentiesistenti sulla base di quanto elaborato dalla Commissione di studio permanente. Per quanto riguarda i Contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, leggiamo che parallelamente al rilancio degli strumenti di pianificazione per l’adeguamento e all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici e spazi pubblici (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche – P.E.B.A. – e Piani Integrati Spazi Urbani – P.I.S.U. – previsti dall’art. 32 della L. 41/86 e dall’art. 24, comma 9, della L. 104/92) occorre inserire come elemento prioritario il tema dell’accessibilità nel quadro più generale del rinnovamento/restauro del patrimonio edilizio del paese (ad es. il Piano Casa); per quanto concerne la formazione, è previsto di inserire nei programmi didattici delle scuole secondarie di secondo grado a indirizzo tecnico insegnamenti riguardanti gli aspetti funzionali, edilizi e urbanistici relativi all’universal design e al superamento delle barriere architettoniche nonché lo studio della domotica in rapporto alla disabilità e realizzare programmi formativi/informativi rivolti a chi gestisce servizi, edifici e spazi pubblici per la gestione dell’accoglienza alle persone con disabilità.

LINEA DI INTERVENTO 5 – Processi formativi ed inclusione scolastica
Obiettivo di queste linee di intervento sarà quello dipotenziare l’inclusione scolastica degli alunni conBES prevedendo sistematicamente il coinvolgimento di tutti gli operatori scolastici. Attivare reti di supporto, formazione e consulenza, valorizzando le professionalità disponibili, comprese quelle formate espressamente con master e corsi di perfezionamento. Prodigarsi al fine di offrire la garanzia, in termini organizzativi e/o normativi, della continuità del rapporto docente di sostegno/alunno.
Per quanto riguarda l’istruzione per gli adulti con disabilità, si pone l’obiettivo di promuovere l’inclusione e la partecipazione degli adulti nel contesto sociale, mediante reti operative e accordi tra Centri Territoriali Permanenti, corsi serali e i soggetti competenti in materia di promozione dell’occupazione.

LINEA DI INTERVENTO 6 – Salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione
Per quanto riguarda il sostegno alla fase prenatale e neonatale, con obiettivo di promuovere il bambino con disabilità e tutelarne i suoi bisogni sin dalla primissima infanzia e garantire che le donne con disabilità possano accedere sulla base di uguaglianza a servizi ginecologici e riproduttivi, sono previsti interventi quali: Accoglienza in contesti adeguati di bambini con disabilità abbandonati in culla o nella prima infanzia, Servizi di supporto ed orientamento per le madri che decidono di portare a termine una gravidanza a rischio, Accessibilità fisica e tecnico – professionale dei servizi sanitari diretti alle donnePer facilitare l’accoglienza e la presa in carico di tutti i cittadini, con una condizione di salute, per superare la criticità di una frammentazione dei servizi, della scarsa conoscenza dei percorsi socio-sanitari da parte dei cittadini, nonché della complessità dei percorsi amministrativi per l’erogazione dei presidi, delle cure e altri servizi di supporto, è prevista la figura del Disability&Case Manager che dovrà essere in grado di esaminare le esigenze e la situazione individuale e di relazionarsi direttamente con il cittadino, per strutturare con lui una risposta adeguata ai bisogni e fungere da facilitatore nella comunicazione corretta in ambito di cure, per aiutare i pazienti nella scelta.
Sono inoltre previsti interventi  atti a realizzare un programma di riforma delle attività di riabilitazione e abilitazione attraverso l’armonizzazione normativa e ordinamentale in base ai principi ed alle prescrizioni dell’art 26 della Convenzione ONU, a partire dai bisogni abilitativi delle persone con disabilità con necessità di sostegni intensivi come le disabilità intellettive e relazionali e la salute mentale. L’obiettivo è quello di Assicurare il diritto all’empowerment delle persone con disabilità tramite interventi per la riabilitazione e abilitazione precoce e per quella continua nonché gli specifici interventi riabilitativi e ambulatoriali, a domicilio o presso i centri socio riabilitativi ed educativi a carattere diurno o residenziale.

LINEA DI INTERVENTO 7 – Cooperazione internazionale
Obiettivo è la formulazione di un Piano di azione per le persone con disabilità della Cooperazione Italiana DGCS/MAE, attraverso una serie di azioni che toccano l’accessibilità, le situazioni di emergenza, la progettazione inclusiva, il monitoraggio delle politiche per la disabilità e il Coinvolgimento e valorizzazione delle imprese.
(disabili.com)

di Giovanni Cupidi

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