La Scuola Incontra Giovanni Cupidi

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Martedì 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, dalle ore 9.30, presso la Sala “Tre Navate” all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, si terrà l’evento “La Scuola incontra Giovanni Cupidi” organizzato dall’ICS Colozza Bonfiglio.

Una piacevole e buona occasione per parlare di Disabilità con gli operatori scolastici ma non solo, data l’importanza della ricorrenza, e del mio libro “Noi Siamo Immortali“.

Vi aspettiamo, non mancate!

In collaborazione con:
Mondadori Electa, Mondadori Bookstore Palermo, Flaccovio Editore

Con il patrocinio del Comune di Palermo

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“Naked”, la disabilità (senza aggettivi) nelle foto di Oliviero Toscani

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La mostra, realizzata in collaborazione con il centro di ricerca Fabrica, su iniziativa del Comitato italiano paralimpico, è stata presentata al Festival della cultura paralimpica, che si è svolto a Padova. Dodici campioni paralimpici in 36 scatti, per raccontarsi oltre ogni barriera culturale e fisica

Si è chiusa ieri, a Padova, la seconda edizione del Festival della cultura paralimpica, ideato dal Comitato Italiano Paralimpico. Dopo la prima edizione, che si è svolta lo scorso anno presso la stazione Tiburtina di Roma, quest’anno il Festival si è spostato a Padova, in un ideale accompagnamento verso il 2020, quando la città sarà Capitale Europea del Volontariato. Tra incontri, dibattiti, interventi che si sono susseguiti in questa tre giorni di sport e cultura, evento di spicco è la mostra fotografica “Naked“, realizzata da Oliviero Toscani.

Naked, le foto di Oliviero Toscani

Mettere a nudo la disabilità, spezzare la tirannia dei modelli estetici dominanti, affermare che esiste anche un corpo dell’atleta paralimpico e che ciascuno di noi è unico nelle sue forme, nei suoi pensieri. Senza aggettivi. Mettere a nudo la propria anima, la propria storia e le proprie abilità in un’unica visione. Sono questi alcuni degli spunti offerti dalle 36 fotografie realizzate da Toscani – con la collaborazione di Fabrica, centro di ricerca per la comunicazione moderna, fondato dallo stesso Toscani nel 1994 – su iniziativa del Comitato Italiano Paralimpico, l’Ente pubblico che si occupa di promuovere nel Paese lo sport per persone con disabilità anche come strumento di riscatto personale e di inclusione sociale.

I 12 campioni ritratti da Oliviero Toscani

Dodici campioni paralimpici si sono messi davanti all’obiettivo di Oliviero Toscani con la voglia di raccontarsi e di dimostrare che è il momento di abbattere ogni barriera culturale e fisica, con il coraggio di essere sé stessi. Il risultato è una galleria umana che è stata allestita, nel chiostro antico di Palazzo del Bo, dal 5 al 7 novembre. Si tratta di ragazze e ragazzi che rappresentano l’eccellenza sportiva paralimpica del nostro Paese. Dai campioni di nuoto paralimpico Simone Barlaam e Arianna Talamona, freschi di titoli mondiali agli ultimi Mondiali di Londra, allo snowboarder toscano Jacopo Luchini, vincitore nel 2019 della Coppa del Mondo di boardercross; dal campione paralimpico di sollevamento pesi Donato Telesca (un argento fra i grandi e campione mondiale Junior con record del mondo) all’arciera plurimedagliata Eleonora Sarti (un titolo mondiale paralimpico e un argento iridato olimpico); dal pilastro della nazionale di basket in carrozzina Giulio Maria Papi, agli schermidori paralimpici Edoardo Giordan (argento mondiale) e Andreea Mogos (argento paralimpico). Nel progetto anche la campionessa di para rowing Anila Hoxha (3 titoli internazionali e 5 italiani), il portabandiera azzurro alle scorse Paralimpiadi di PyeongChang e leader della nazionale italiana di Para Ice Hockey Florian Planker (campione europeo nel 2011 e bronzo paralimpico nel 2020 nello sci alpino) e due giocatrici della nazionale italiana di sitting volley – rivelazione di quest’anno con una storica qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, Giulia Aringhieri e Silvia Biasi. La mostra è composta da trittici a grandezza monumentale. Gli atleti, secondo la visione di Oliviero Toscani, vengono rappresentati in primo piano, in tenuta da competizione e senza veli. Gli atleti paralimpici si presentano al pubblico come dei giganti. Il progetto toccherà varie città italiane e approderà in Giappone in occasione delle prossime Paralimpiadi estive di Tokyo 2020.

Pancalli: “Una mostra che parla di noi”

Il Comitato Italiano Paralimpico – afferma il presidente Luca Pancalli prosegue il suo percorso di collaborazione con le più importanti realtà culturali del Paese, con l’obiettivo di cambiare la percezione della disabilità nella nostra società. Quest’anno abbiamo l’onore di poter vantare la collaborazione di Oliviero Toscani, maestro di fotografia e di creatività che con le sue opere ha influenzato profondamente la cultura e la comunicazione italiane e internazionali. Gli abbiamo chiesto di offrirci una visione sullo sport paralimpico. Toscani ha accettato e ha lavorato cogliendo, con grande sensibilità umana e artistica, gli aspetti più profondi del nostro mondo. I nostri campioni, con coraggio e intelligenza, hanno subito accettato questa sfida. Il risultato è una mostra meravigliosa che parla di noi, senza filtri, ma parla anche di tutte le persone, delle proprie sfide, dell’importanza di superare le difficoltà, le paure e le insicurezze”.

Toscani: “Impariamo dal vostro coraggio”

Questi ragazzi sono dei super-uomini e delle super-donne che hanno sviluppato un altro muscolo, quello del cervello e del cuore, della generosità e soprattutto del coraggio. Il muscolo del coraggio vostro è quello da dove noi dobbiamo imparare” ha dichiarato Oliviero Toscani.

Fabrica è un centro di ricerca per la comunicazione moderna. Fondata nel 1994 da una visione di Luciano Benetton e Oliviero Toscani, ha sede a Treviso, in uno spazio di architettura magica restaurato e ampliato dall’architetto giapponese Tadao Ando. Di ispirazione rinascimentale e con un approccio che si basa sull’imparare facendo, Fabrica accoglie talenti curiosi, irrequieti, ambiziosi, generosi, testa libera e cuore in mano, che sperimentano la comunicazione contemporanea attraverso una costante contaminazione tra diverse discipline, quali fotografia, video, grafica, design, scrittura, musica e digital.

(redattore sociale)

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Il kit Logitech pensato per i gamer con disabilità

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(Foto Logitech)

(Gli accessori sono compatibili con Xbox e il controller Xbox Adaptive)

Un’ottima notizia per i tanti gamer con disabilità che possono avere qualche problema a utilizzare controller e accessori in commercio. Per venire incontro alle loro esigenze, un colosso come Logitech ha preparato una collezione chiamata Logitech G Adaptive Gaming Kit.
Questo kit include pulsanti e grilletti progettati appositamente per garantire la migliore esperienza possibile ai giocatori disabili. Gli accessori possono essere facilmente configurati con una vasta gamma di giochi presenti sul mercato senza perdere nelle prestazioni e nella qualità rispetto a controller e altri gadget tradizionali.

Logitech G Adaptive Gaming Kit funziona con Xbox e con Xbox Adaptive, ossia l’hub unificato pensato proprio per giocatori con mobilità ridotta, che mette a disposizione connettività usb e bluetooth, Xbox Wireless, Copilot e un connettore jack da 3,5 mm.
Si avrà a disposizione una serie di tre pulsanti piccoli e tre più grandi con switch meccanici di alta qualità, quattro pulsanti light touch, due grilletti regolabili ad hoc, cinturini in velcro per una presa più sicura e un tappetino per il gaming, anch’esso personalizzabile.
Nella fase di progettazione, Logitech ha lavorato a stretto contatto con il Microsoft Inclusive Tech Lab e altri gruppi leader nell’accessibilità come The AbleGamers Charity e SpecialEffect. Il risultato è questa serie di accessori che possono ben adattarsi a differenti livelli di disabilità e di esigenze particolari per consentire a tutti di divertirsi al meglio delle possibilità.
Il prezzo di Logitech G Adaptive Gaming Kit è di 99,99 euro e si potrà trovare nei prossimi giorni sia sul sito ufficiale sia presso rivenditori Microsoft autorizzati. Ricordiamo ancora una volta che può funzionare soltanto se abbinato alla console Xbox e al controller Xbox Adaptive.
(Wired.it)

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Donne abusate. Miriam e le altre vittime disabili di cui nessuno si accorge

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La prima volta che hanno creduto all’inferno che raccontava, Miriam aveva 35 anni. Tutte invenzioni – secondo la psicoterapeuta che la seguiva per conto dei servizi sociali – le violenze denunciate da una ragazza affetta da disabilità cognitiva, per giunta con una forma di miopia gravissima dalla nascita. Che nel silenzio di tutti, persino dei vicini di casa, in un piccolo paese del nord Italia, da normalissimi genitori italiani, è stata picchiata, violentata, prostituita, venduta, costretta ad abortire due volte. Quando allo sportello Differenza Donna di Roma hanno ascoltato la sua storia, le volontarie sono rimaste choccate. «Sembrava incredibile che un essere così indifeso avesse potuto sopportare tanta sofferenza senza soccombere» spiega l’anima dell’associazione, Rosalba Taddeini. Eppure Miriam la violenza l’ha sopportata, senza arrendersi, finché qualcuno s’è accorto di lei. E l’ha salvata.

In tre anni di attività Differenza Donna, l’unica associazione a occuparsi specificatamente di queste vittime in Italia, di storie come quella di Miriam ne ha incontrate 132. «È la punta dell’iceberg di un fenomeno che coinvolge, nei Centri antiviolenza sparsi in tutto il Paese, una media di 1.500 donne all’anno» continua Taddeini, che con una forma di disabilità motoria ha a che fare da quando è nata. «Spesso ci chiamano, anche dall’estero, per chiederci come affrontare i colloqui, che tipo di percorso intraprendere. Facciamo formazione, incontri, corsi. La verità è che fino al 2014, quando una prima ricerca dell’Istat ha fatto luce su questo fenomeno, nemmeno i movimenti e le associazioni nati per difendere le donne prendevano in considerazione queste vittime». Discriminate perché disabili, oltre che perché donne. Due volte vittime prima ancora di subire la violenza, che secondo quella ricerca dell’Istat tocca al 72% delle donne con disabilità. E che è violenza sessuale nel doppio dei casi delle donne senza disabilità, perché di chi è più indifesa ci si approfitta: «Un campanello d’allarme che nessuno ha ancora preso davvero in considerazione». Tranne il Comitato Onu sui diritti delle persone con disabilità, che nell’agosto del 2016 ha richiamato formalmente l’Italia sul punto, raccomandando di predisporre strumenti di monitoraggio per il contrasto della violenza contro le persone con disabilità nonché di produrre un piano di azione per l’attuazione della Convenzione di Istanbul che riguardi specificamente le donne e le minori con disabilità. Un appello rimasto lettera morta, tranne alcune mozioni parlamentari avanzate proprio quest’anno.

A fare il punto della situazione in questi giorni è stata proprio un’indagine condotta dall’associazione Differenza Donna insieme alla Fish (la Federazione italiana per il superamento dell’handicap). A dichiarare d’aver subito violenza sono il 65,3% delle intervistate: la forma più ricorrente è la violenza psicologica subita dal 54% delle donne; segue la molestia sessuale (37%); la violenza fisica (24%) e la violenza economica (7%). L’autore delle violenze nell’80% dei casi è una persona nota alla vittima, con diversi gradi di prossimità: nel 51% dei casi si tratta di una persona affettivamente vicina, ossia il partner, attuale o passato, o un altro familiare; nel 21% si tratta di un conoscente e nell’8% – anche questa beffa – di un operatore, cioè una persona che assiste professionalmente la donna con disabilità. E che se ne dovrebbe prendere cura.

«Anche la maternità spesso entra in gioco nelle storie drammatiche di queste donne» continua Taddeini. È il caso di Flora, mamma di un bimbo di 6 anni. Alla sua disabilità – sia fisica che cognitiva – non aveva fatto caso nessuno finché non ha deciso di denunciare il marito che la picchiava. E che ogni sei mesi la lasciava, per poi ripresentarsi, in alcuni casi dopo anni di assenza. Il suo bambino Flora l’ha praticamente tirato su da sola, finché i servizi allertati dopo la denuncia delle violenze hanno messo lei sul banco degli imputati: «Hanno valutato che non era in grado di tenerlo con sé e li hanno separati. Un’ingiustizia enorme, contro cui stiamo lottando da 4 anni». E contro cui nemmeno Flora si vuole arrendere.
Essere donna con disabilità d’altronde «vuol dire essere sottoposta ad un molteplice rischio di discriminazione – spiega la vicepresidente della Fish, Silvia Cutrera –. Come donna e come madre si condivide con le altre donne la mancanza di pari opportunità che contraddistingue le nostre società; come persona con disabilità si condivide l’esclusione sociale, la discriminazione, la difficoltà di partecipazione. Le donne con disabilità, inoltre, non godono di pari opportunità nemmeno rispetto agli uomini con disabilità». La Fish è impegnata in una battaglia culturale, coinvolgendo la politica, il mondo dei servizi, ma anche quello della sanità: «Troppo spesso le discriminazioni cominciano proprio lì, sul lettino di un ospedale. Che ancora non è attrezzato né per prendersi cura di chi arriva con una sedia a rotelle come me, magari per una banale mammografia – continua Cutrera – , né per raccogliere e prendere sul serio le denunce di violenza fatte da donne con disabilità cognitiva, che fanno fatica a spiegarsi e che troppo spesso non vengono prese sul serio». Un altro dramma ben evidenziato dai numeri dell’indagine: se già è difficile per le donne senza disabilità denunciare il proprio partner, appena 2 su 10 tra quelle disabili trovano questo coraggio. E ancor meno – appena il 5% – arrivano a rivolgersi a un Centro antiviolenza.

(Avvenire.it)

Con i cellulari per non vedenti la tecnologia al servizio dei ciechi.

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Con gli smartphone di ultima generazione arrivano anche le nuove App per non vedenti

Telefono parlante e cellulari per non vedenti sono ormai da tempo divenuti oggetti d’uso quotidiano.
Attraverso le applicazioni (o, più semplicemente, app), parecchie delle quali scaricabili gratuitamente, è possibile effettuare acquisti, consultare riviste e quotidiani, ascoltare la radio, ottenere indicazioni sul traffico e sul tempo e infinite altre operazioni, tutte fondamentalmente mirate all’obiettivo di renderci la vita un po’ più semplice.
I cellulari per ipovedenti si trasformano così in un utilissimo telefono parlante che guida la persona non vedente nello svolgimento delle attività quotidiane.
Il discorso vale anche (e anzi assume un rilevante significato sociale, in una prospettiva di integrazione e superamento degli ostacoli alla qualità della vita e al pieno godimento dei propri diritti) per le persone colpite da disabilità, che noi già proviamo ad aiutare con la progettazione e realizzazione di montascale.

Di anno in anno sono infatti sempre più numerose le applicazioni appositamente pensate per fornire una concreta mano d’aiuto alle persone più svantaggiate, ad esempio i non vedenti.

Cellulari per non vedenti

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante, nel settore dei dispositivi per la comunicazione questo è ancora più evidente. I dispositivi per la telefonia mobile, oltre ad un’estetica accattivante, offrono funzionalità incredibili fino a qualche anno fà.
Facciamo l’esempio dei non vedenti o degli ipovedenti che con le nuove tecnologie e sopratutto le nuove applicazioni possono contare su dispositivi che li aiutano a superare molti degli ostacoli derivanti dal loro handicap. Vediamo ora alcuni esempi di queste nuove tecnologie nei cellulari per non vedenti.

I modelli di cellulari per non vedenti : Felix Phone

Chi ha problemi di vista ha sicuramente bisogno di un modello di telefono avanzato per essere autonomo al 100% quando vuole mettersi in contatto con amici e parenti. In questo caso vogliamo segnalarti il cellulare parlante con sintesi vocale Felix Phone. Grazie al sintetizzatore vocale, ogni azione compiuta dal cieco o ipovedente sul telefono viene letta, come i messaggi e il chiamante della telefonata, ma anche lo stato della batteria. Non solo.
Chi utilizza Felix Phone può fare affidamento sui comandi vocali per dettare un messaggio, inserire in rubrica un nuovo contatto o telefonare a una determinata persona. Nel dettaglio possiamo riassumere così i vantaggi e gli svantaggi di questo modello:

  • ideale per le persone con problemi di vista che necessitano di un telefono semplice e vogliono essere autonome nell’utilizzo del cellulare grazie ai comandi vocali;
  • il punto di debolezza è che non si tratta di uno smartphone e non possiede app come WhatsApp o Facebook.

Smartphone per non vedenti: Doro 820 Mini Claria

Se Felix Phone è il cellulare parlante adatto agli ipovedenti e ai non vedenti, ma non offre le funzionalità avanzate dello smartphone, apprezzate particolarmente dai più giovani, una valida alternativa è rappresentata da Dorio 820 Mini Claria, uno smartphone completo e facile da usare, accessibile e intuitivo.
La tecnologia Claria lo rende, quindi, il compagno ideale di chi non può vedere, grazie alle suonerie amplificate, ai tasti fisici e al design robusto. Il sistema integrato Vox Claria offre al disabile alcuni punti sullo schermo di riferimento e integra un’interfaccia multimediale parlante che guida la persona durante l’uso dello smartphone, ma anche nelle attività quotidiane.
Infine, Dorio 820 Mini Claria dispone di una funzionalità interessante ovvero la fotocamera, studiata per essere un vero e proprio sensore intelligente capace di riconoscere i colori e leggere ciò che viene inquadrato. Inoltre il fatto di essere un vero e proprio smartphone permette ai giovani ipovedenti o non vedenti di navigare in Internet e ascoltare musica.

Smartphone e non vedenti o ipovedenti: cosa considerare

Purtroppo non tutti gli smartphone, nonostante l’evoluzione tecnologica, sono accessibili alle persone non vedenti o ipovedenti, soprattutto se sono basati su versioni antiquate del sistema operativo o non permettono di personalizzare lo schermo. Due sono, in particolare, le modalità di approccio allo smartphone del non vedente e dell’ipovedente e, in particolare:

  • l’ipovedente necessita di uno smartphone con schermo grande e con sistema Android, che presenti una lente di ingrandimento per visualizzare meglio caratteri, schermate, applicazioni ed elementi vari;
  • il cieco che vuole utilizzare lo smartphone necessita di un feedback vocale a schermo e di funzioni come lo screen reader dei dispositivi Android, che vocalizzi ogni elemento dello schermo toccato dal non vedente.

Smartphone per non vedenti e ipovedenti: pro e contro

Tra i pro dell’acquisto di uno smartphone Androidpossiamo sicuramente citare il costo inferiore rispetto ai dispositivi iPhone, anche se il motore di sintesi vocale ha una qualità inferiore a quella di VoiceOver, sviluppato per iPad e iPhone. D’altro canto, come vedremo tra poco, sia gli smartphone Android sia quelli Apple possono supportare applicazioni e funzionalità per l’accessibilità a chi ha problemi di vista, tra cui citiamo Zoom e Talkback.
Il pro dell’acquisto di uno smartphone Apple è, invece, la possibilità di personalizzazione e controllo totale anche per persone ipovedenti o non vedenti, grazie alle app appena nominate. Unico neo il prezzo un po’ troppo alto, anche se esiste un altrettanto valido mercato di iPhone usati e ricondizionati. Va valutata, inoltre, la difficoltà di apprendimento rispetto allo smartphone Android, soprattutto se la persona disabile è anziana e poco pratica di tecnologia.

Cellulare per non vedenti: il progetto Vodafone Speaking Phone

Non potevamo chiudere questa sezione dedicata ai cellulari e agli smartphone per non vedenti senza citare il progetto Vodafone Speaking Phone, avviato in collaborazione con l’UIC, Unione Italiana Ciechi, e che ha portato alla distribuzione di cellulari a un gran numero di non vedenti.
Quello che caratterizza il telefono per non vedenti realizzato da Vodafone è l’integrazione con un software speciale, in grado di leggere e descrivere icone di menù, testi e SMS facilitandone l’invio.

Telefonia per non vedenti: i progetti di Samsung e TIM

Vodafone non è, però, l’unica compagnia di telefonia ad aver deciso di creare e commercializzare telefoni per ipovedenti e non vedenti. Anche Samsung ha messo sul mercato il Samsung SCH-E580, dedicato a questa categoria di utenti disabili e che funziona grazie a una voce guida che assiste la persona durante l’utilizzo del telefono.
Da TIM viene, invece, l’applicazione Talks che legge il display del telefono con una voce elettronica.
Certamente il mercato delle tecnologie e della telefonia per disabili è appena aperto e le imprese stanno imparando a sfruttarlo per agevolare la vita della persona con problemi visivi e migliorare la loro immagine, con l’obiettivo di raggiungere in poco tempo la piena accessibilità per tutti alle moderne tecnologie.

App per non vedenti Android

Una delle prime ad essere lanciata sul mercato per i telefoni per non vedenti Android è stata Strillone, frutto dell’impegno di Informatici Senza Frontiere ONLUS.
Strillone è una app per ipovedenti gratuita che consente all’utilizzatore la navigazione sulle pagine web dei quotidiani con la possibilità ascoltare le notizie grazie a un sintetizzatore vocale.
L’interfaccia è geniale nella sua essenzialità: ai quattro angoli del display touchscreen sono posizionati altrettanti riquadri, ciascuno dei quali consente di consultare un menù di sezioni costituite dai contenuti della rivista o del giornale preferito.
Si sfrutta in sostanza la struttura “ad albero rovesciato” dei giornali: ciascuno di essi è da intendersi come la “radice” un albero, e optato per uno in particolare si passa ai vari “rami” (le sezioni cronaca, sport, politica, costume, attualità…) e, infine, alle “foglie”, ovvero i singoli articoli della sezione scelta.
Compatibile con la maggior parte degli Screen Reader dei cellulari per non vedenti, oltre ai dispositivi Android, Strillone è disponibile sul Play Store di Google ed è consultabile via internet da qualsiasi pc desktop
Entro breve tempo è previsto anche il lancio di una versione iOS per gli Iphone per non vedenti della Apple.

Applicazioni Iphone per non vedenti

Altra app in grado di rivelarsi prezioso ausilio per le persone non vedenti e ipovedenti è senza dubbio AriadneGPS, che consente in tempo reale di rendere nota all’utilizzatore (anche attraverso VoiceOver) la propria posizione e di monitorarla costantemente lungo il tragitto, con possibilità di essere informato sui cambiamenti legati alle vie, i numeri civici, la presenza di lavori in corso od ostacoli, incroci, ecc.

Attraverso una vibrazione (o, in alternativa, un suono o un segnale vocale) del proprio cellulare per non vedenti è possibile anche essere informati dell’arrivo di un autobus o di un treno, così come si possono memorizzare luoghi preferiti.
In particolare, scorrendo il dito sopra la mappa corrispondente alla zona percorsa, è possibile far mente locale ascoltando i nomi delle vie e i relativi numeri civici.
Disponibile per iPhone e iPad, AriadneGPS sfrutta le informazioni del gps e di un server remoto (attualmente trattasi di Google).

Cellulare per ipovedenti: App per Iphone e Android

Un’altra applicazione che trasforma un telefono per non vedenti in un valido strumento utile ad una persona che ha perso la vista, è sicuramente Be My Eyes una applicazione ideata dal danese Hans Jørgen Wiberg, Be My Eyes è una applicazione il cui punto di forza non è tanto l’alto livello tecnologico raggiunto, quanto piuttosto quello della solidarietà e della voglia di dare una mano d’aiuto ai meno avvantaggiati (lo stesso Wiberg è nato con gravi problemi di vista, che si sono nel tempo acuiti fino a tradursi quasi in cecità).
In sostanza, quando la persona non vedente o ipovedente si trova in situazioni di difficoltà, lancia il suo “sos” attraverso la app. Questo verrà raccolto da uno a caso degli iscritti all’apposito social network, naturalmente vedente, che si metterà a disposizione per, ad esempio, dare indicazioni sulla via da imboccare, sulla collocazione dei prodotti negli scaffali dei supermarket, sulla scadenza dei generi alimentari, ecc.
L’applicazione riversa il video ripreso dalla fotocamera del cellulare per non vedenti dell’utente sul display del “collega” volontario, che può così rispondere alle domande proprio come accadrebbe nell’ambito di una comune videochiamata via Facetime o Skype. Il telefono parlantepermetterà così alla persona non vedente di districarsi sfruttanto la vista del volontario che potrà così guidarlo.
Per non correre il rischio di perdite di tempo o di scherzi di dubbio gusto, al termine dell’operazione entrambi i soggetti interessati potranno dare un voto alla funzionalità dell’applicazione ovvero segnalare eventuali disfunzioni.
Spiega Hans Jørgen Wiberg: “L’idea mi è balenata nel corso della mia attività di aiuto ai non vedenti della mia città, quando uno di loro ha detto: Se potessi avere solo per cinque minuti al giorno gli occhi di una persona sana, la mia vita migliorerebbe notevolmente”.
L’applicazione è disponibile per smartphone per non vedenti iPhone e Android.
E per chi è solito dire di “non avere il tempo” di aiutare gli altri, grazie ad applicazioni come Be My Eyes oggi non ci sono più scuse.

Agevolazioni Internet per disabili

Oltre alla legge 104 lo Stato Italiano prevede agevolazioni per le persone appartenenti alle categorie protette o con disabilità e sgravi IRPEF e IVA per l’acquisto di ausili tecnici e informatici, compreso l’abbonamento a Internet. In particolare l’acquisto di sussidi tecnici e informatici prevede un’aliquota IVA agevolata al 4% anziché quella ordinaria al 22% e l’obiettivo è assicurare l’autosufficienza e l’integrazione del disabile come previsto dall’art. 3 legge n. 104 del 1992.
Oltre all’acquisto di dispositivi informatici come PC, smartphone e tablet si prevede che il sussidio vada applicato anche ai servizi di connessione a banda larga, soprattutto per coloro che soffrono di menomazioni permanenti o durature alla vista o all’udito.
Gli obiettivi di tale agevolazione sono, infatti, i seguenti:

  • facilitare la comunicazione interpersonale;
  • facilitare l’elaborazione scritta o visiva delle informazioni;
  • agevolare l’accesso all’informazione e alla cultura.

In particolare, la Circolare n.55/2001 chiarisce come anche i costi di abbonamento a servizi con tali finalità possano portare alla detrazione IRPEF al 19% e IVA al 4%, ad esempio quando si parla di abbonamento al soccorso rapido telefonico, il tasto SOS che agevola l’intervento a supporto di anziani e persone non vedenti. Un unico chiarimento: tra le forme di disabilità che possono dare accesso a tale agevolazione ci sono solo il fatto di essere non vedenti, non udenti o avere altra menomazione fisica, mentre sono escluse la disabilità intellettiva e psichica, a meno che non sia coesistente ad altra forma di disabilità motoria, visiva, uditiva o del linguaggio.

Agevolazione IVA 4% per l’acquisto di telefoni per non vedenti

Ad oggi le persone con disabilità visiva ovvero non vedenti e ipovedenti possono acquistare sussidi tecnici informatici con iVA agevolata al 4% anziché al 22%. In particolare con il termine “sussidio tecnico informatico” ci si riferisce ad una tecnologia meccanica, elettronica o informatica appositamente progettata per facilitare la comunicazione personale e l’elaborazione scritta o grafica al fine di agevolare l’accesso all’informazione e alla cultura alla persona disabile o limitata da menomazioni visive, uditive o del linguaggio.
Non significa, però, che tutti i titolari della legge 104 possano ottenere questo vantaggio, dato che il sussidio tecnico informatico deve essere un reale aiuto per la persona con disabilità, come nel caso del telefono per non vedenti, del cellulare per non vedenti o dello smartphone per non vedenti. Per ottenere l’IVA agevolata al 4% bisognerà, infatti, presentare due documenti:

  • copia del certificato che attesta l’invalidità permanente, anche senza la condizione di gravità descritta dall’art. 3 comma 3 della legge 104;
  • prescrizione rilasciata dal medico della ASL, che attesta il collegamento tra la forma di disabilità e il sussidio tecnico informatico da acquistare.

Il consiglio, prima di procedere all’acquisto di un cellulare per non vedenti o ipovedenti, è quello di rivolgersi alla ASL di appartenenza per richiedere il certificato sopra descritto e, se concesso, allora si avrà diritto ad acquistare il telefono per disabili con l’IVA agevolata al 4%.
Update 12-09-2019
Inseriti alcuni nuovi modelli di smartphone adatti per i non vedenti e integrato il testo dell’articolo con alcune considerazioni sui pro e i contro di questi dispositivi.
(Contactsri.it)

Intervista su Radio 24

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Ieri sono stato intervistato su Radio 24 in occasione della presentazione del nuovo libro di Gian Antonio StellaDiversi. La lunga battaglia dei Disabili per cambiare la Storia“. Si è parlato ovviamente di disabili e disabilità in un modo che mi è sinceramente piaciuto. Se non l’avete ancora ascoltata ve la consiglio fortemente come pure il libro di Stella! Vi lascio qui sotto tutti i link dove potete acquistare i libri e ascoltare l’intervista, fatemi sapere le vostre impressioni.

#diversi #noisiamoimmortali

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📚Diversi. La lunga battaglia dei Disabili per cambiare la Storia

📚Noi Siamo Immortali

Diversi. La lunga battaglia dei Disabili per cambiare la Storia

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È uscito il nuovo libro di Gian Antonio Stella, si intitola “Diversi“. Racconta la storia della disabilità, una storia di orrori, crimini, errori scientifici, incubi religiosi fino alla catastrofica illusione di perfezionare l’uomo e al genocidio nazista degli «esseri inutili», attraverso le vite di uomini e donne che hanno subìto di tutto resistendo come meglio potevano all’odio e al disprezzo fino a riuscire piano piano a cambiare il mondo. Almeno un po’.

Con mia grande sorpresa sfogliando le prime pagine del libro vengo citato come una delle tante storie di disabilità e viene addirittura citato un intero brano del mio libro “Noi Siamo Immortali“, ricordando anche il Comitato Siamo Handicappati No Cretini per la battaglia fatta in Sicilia. Sono veramente onorato e felice che la mia storia e il mio libro siano stati inseriti in un opera così bella e importante. Un ringraziamento sincero a Gian Antonio per la sensibilità e il sostegno dimostrati.
Libro super consigliato!!

Link per l’acquisto:

Diversi. La lunga battaglia dei Disabili per cambiare la Storia

Noi Siamo Immortali – Due Vite racchiuse in una sola esistenza