La dignità messa da parte: la disabilità ad un concerto stona

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Il diritto delle persone con disabilità a partecipare, su base di eguaglianza con gli altri, alla vita quotidiana della società non può essere derubricato a facoltà: il caso di Valentina Tomirotti è, purtroppo, esemplare

La storia è una di quelle che raccontano molto dello stato in cui questo Paese tuttora versa quando si tratta di assicurare, concretamente ed efficacemente, il pieno godimento dei diritti di cittadinanza alle persone con disabilità. Valentina Tomirotti è una giornalista e blogger mantovana, fan di Coez, un cantante rapper che, ahimè, causa incanutimento, non conoscevo (fortunatamente Wikipedia soccorre anche noi barbogi ignoranti delle mode musicali). Valentina è, inoltre, una persona con disabilità, che si muove su una sedia a rotelle. Lo scorso 26 settembre, dopo aver sborsato 34,50 euro di biglietto, va all’Arena di Verona per assistere al concerto di Coez e, come riporta Clarissa Valia su TPI, si reca al suo posto nel parterre dell’Arena, fila 26. Unico neo: invece di godersi lo spettacolo, dall’altro del suo metro scarso di altezza Valentina ha solo potuto deliziarsi della vista dei fondoschiena degli altri spettatori che, come normalmente accade nei concerti, si sono alzati in piedi per seguire l’esibizione del loro beniamino. Valentina non ci sta e cita in giudizio Arena srl, Fondazione Arena e l’organizzatore dell’evento Vivo Concerti per il danno subito: lo scorso 19 maggio il Tribunale civile di Mantova rigetta l’istanza e la condanna ad un risarcimento per circa 5.000 euro. Il danno oltre la beffa. Ecco, questa incredibile vicenda ci dice tante cose su cui val la pena soffermarsi. Ci dice, in primo luogo, che se una persona con disabilità vuole andare al cinema, a teatro, o a un concerto, deve mettere in conto che quelle sale o arene sono state quasi sempre costruite senza pensare alle esigenze di chi necessita di un accomodamento, un supporto, per far quello che è comunemente garantito agli altri. Quante volte una persona con disabilità motoria in un cinema deve stare da un lato, in corridoio, perché non sono previsti spazi ad hoc? Racconta Valentina che in occasione del concerto, dopo le sue rimostranze, le era stato offerto di spostarla in un corridoio laterale: da un lato, appunto. Messa da una parte, a mo’ di sacco di patate, come l’ospite sgradito della serata. Questa storia ci dice, allora, che quel che è in gioco è non solo e non tanto il diritto di godersi un concerto in santa pace come tutti gli altri spettatori paganti, ma il diritto delle persone con disabilità alla piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società, come recita all’art. 1 la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ratificata e resa esecutiva dall’Italia nel 2009. Sanità, scuola, occupazione, vita sociale e politica rappresentano quella serie di domini che costituiscono l’insieme di cui è fatta la normale vita quotidiana di tutti i cittadini, ai quali va garantito di accedervi liberamente. Ove ciò non sia pienamente possibile in maniera autonoma, a causa di una qualche forma di disabilità, occorre fornire quell’accomodamento (la Convenzione parla di “accomodamento ragionevole”) per garantire tale accesso. Lo spiega, peraltro, mirabilmente la nostra Costituzione che, all’art. 3, statuisce che tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione alcuna (eguaglianza formale), e che, soprattutto, è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (eguaglianza sostanziale). Perché allora, per restare al caso degli spettacoli, non prevedere, sempre e ovunque, spazi adatti ad accogliere, senza paternalistiche concessioni o, peggio, odiose segregazioni, le persone con disabilità? È un accomodamento irragionevole? Ma non finisce qui: l’odissea di Valentina pone un ulteriore tema. Il giudice, in merito al danno esistenziale lamentato, spiega che la ricorrente, anche ove impedita nella visione del concerto, avrebbe potuto senz’altro sentirlo: l’eventuale danno, dunque, andrebbe ridotto della metà. E, in ogni caso, evidenzia il giudice, la presenza di maxischermi – “giganti”, si specifica – su cui veniva proiettato il concerto ha reso priva di fondamento anche tale doglianza. Con tutto il rispetto che si deve ad una sentenza di Tribunale, tali considerazioni appaiono sbagliate. Sono sbagliate perché, in primo luogo, non prendono minimamente in considerazione quanto previsto all’art. 1 della legge n. 104 del 1992, che impone di garantire “il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata – un termine che il Legislatore non ha ancora sentito il bisogno di cambiare – e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società”. Dov’è la piena integrazione per Valentina, il cui diritto è stato compresso dal comportamento altrui? La cosa più grave, tuttavia, è che la sentenza trascura del tutto lo spirito ed il dettato della Convenzione ONU del 2006. Non si tiene conto, ad esempio, che è necessario “adottare tutte le misure adeguate ad eliminare la discriminazione sulla base della disabilità da parte di qualsiasi persona, organizzazione o impresa privata” (art. 4) e che si deve “vietare ogni forma di discriminazione fondata sulla disabilità e garantire alle persone con disabilità uguale ed effettiva protezione giuridica contro ogni discriminazione qualunque ne sia il fondamento” (art. 5). Non si mette sul piatto, ancora, che “al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita”, devono essere adottate “misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico” (art. 9) e, come nel caso di specie, “a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici” (art. 30). Ma quel che non trova evidenza nella sentenza è il fatto che tutti questi diritti, i medesimi diritti di cui godono tutti i cittadini della Repubblica, devono essere goduti dalle persone con disabilità su base di uguaglianza con gli altri, anche attraverso quel supporto o accomodamento che renda efficace e sostanziale tale uguaglianza sulla carta. Non è sufficiente, in altre parole, sostenere che Valentina potesse accedere all’Arena di Verona e vedere il concerto su uno schermo: Valentina, per ovvi motivi, non aveva la possibilità, a differenza degli altri spettatori, di alzarsi in piedi e, conseguentemente, andava tutelato il suo diritto a vedere lo spettacolo dal vivo seduta sulla sua carrozzina, senza la necessità di addivenire a azzardate valutazioni circa le possibili alternative che non rappresentavano una preoccupazione per gli altri partecipanti all’evento: se Valentina non poteva alzarsi in piedi per godere della visione, tale lesione del suo diritto, caratterizzato dalla sua disabilità, meritava un ristoro alla luce della mancata revisione, da parte dell’Arena di Verona, di adeguate alternative atte metterla in grado di poter godere, al pari degli altri, dell’insieme dello spettacolo. Non garantire tale diritto e non riconoscerlo in sede giudiziale comporta, evidentemente, una discriminazione del suo status di cittadina ed un vulnus per la sua dignità ed autonomia individuale: il palese disinteresse della necessità di garantire piena eguaglianza delle condizioni a tutti si è rivelato, una volta ancora, nella manifestazione dello stigma verso chi è portatore di una diversità. Alla fine della fiera, quel che traspare è che fatica a far breccia, anche in un Paese estremamente avanzato in materia di tutela e promozione dei diritti delle persone con disabilità come l’Italia, la consapevolezza che la disabilità è tale in relazione all’ambiente e alle barriere, di natura fisica e sociale, che lo caratterizzano e che possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nella società delle persone con disabilità su base di uguaglianza con gli altri. A dimostrazione che lavorare per l’eguaglianza sostanziale ai fini della tutela dei diritti di una delle più corpose minoranze del nostro Paese richiede attenzione quotidiana e impegno. Perché quei diritti sono i diritti di tutti, in piedi a saltellare o seduti su una carrozzina.

(linkiesta.it)

Concerti accessibili: ecco la guida definitiva per band e artisti!

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Una guida per band, artisti e promotori con info e strategie necessarie a realizzare un evento musicale accessibile a tutti

Alzi la mano a chi è capitato di dover rinunciare al concerto della propria band preferita perchè il locale dove si teneva l’evento non aveva una rampa di accesso per carrozzine. O quanti artisti con disabilità si sono visti negare la possibilità di suonare su un palco solo perchè questo non era interamente agibile per le loro disabilità? O ancora, quanti festival musicali estivi sono stati vissuti da lontano solo perchè i campeggi fuori dagli stadi non rispettavano gli standard minimi per essere area accessibile?

Non poter prendere parte ad un evento musicale è un po’ come perdere un pezzettino di felicità. La musica fa sentire parte di un universo più grande e unisce le persone nella condivisione di emozioni. Sono ancora però troppo pochi gli eventi che presentano condizioni adeguate in termini di informazioni, accessibilità e servizi dedicati a persone con disabilità. L’associazione inglese Attitude is Everything ha deciso di fare qualcosa e, insieme ad alcuni esponenti del British Council, ha redattouna guida gratuita ai concerti accessibili: un prezioso manuale per band, artisti e promotori che si propone di rendere più accessibili concerti e tour.

LA GUIDA
Immaginate di non poter assistere al concerto del vostro gruppo preferito perché non ci sono sedie, le informazioni non sono disponibili, non è prevista una porta di accesso. Questo è quello che succede in moltissime occasioni quando una persona con disabilità vuole prenotare un biglietto per un evento musicale – così afferma Alison Driver, Art Manager del British Council presentando la guida all’accesibilità di Attitude is Everything. Questa non solo illustra tutte le aree migliorabili nell’organizzazione di un concerto, ma fornisce anche gli strumenti pratici per ottenere una maggiore accessibilità, con consigli affinchè tutti i soggetti coinvolti (gruppi musicali, agenti, promotori, gestori dei locali) siano più consapevoli delle barriere che i fan devono affrontare.

5 COSE DA FARE QUANDO SUONI A UN CONCERTO
La guida affronta numerosi punti, ma sintetizza in cinque punti le le semplici istruzioni basiche che artisti devono seguire per essere sicuri che il proprio spettacolo sia accessibile:
1. Controllare se la sede dispone di informazioni di accesso online per i disabili
2. Invitare a consultare la guida “L’accessibilità inizia online
3. Condividere le informazioni di accesso al locale sul sito web o sul sito dell’evento (Ci sono bagni accessibili? C’è un accesso senza gradini al palco? Sono disponibili biglietti gratuiti per gli assistenti personali?)
4. Chiedere al promotore qual è l’opzione in qualcuno abbia bisogno di vedere il palco da seduto
5. Se non si trovano informazioni sui biglietti per gli assistenti personali, invitare il promotore ad offrirne

10 COSE DA FARE QUANDO ORGANIZZI UN CONCERTO
E sono invece 10 le indicazioni destinate ai promotori e gli organizzatori di musica del vivo:

1. Offri biglietti gratuiti per gli assistenti personali.
2. Fornisci in anticipo informazioni chiare sull’accesso online
3. Invita le persone a contattarti se hanno richieste specifiche
4. Crea un luogo con buona visibilità che sia con posti a sedere e accessibile
5. Richiedi che non ci siano luci stroboscopiche e fallo sapere a tutti
6. Fornisci sottotitoli fai-da-te usando un laptop e TV
7. Se c’è un bagno accessibile, verifica con i responsabili del locale che funzioni correttamente
8. Crea una stanza tranquilla se c’è spazio disponibile
9. Spingi a segnalare qualsiasi forma di molestia
10. Parla con i responsabili del locale per assicurarti che il servizio bar sia accessibile alle persone per le quali un bancone alto potrebbe essere un problema

All’interno della guida si aggiungono tutte le indicazioni essenziali a organizzare e promuovere un festival pienamente accessibile a tutti come, ad esempio, i suggerimenti per ingaggiare artisti disabili nel proprio locale o la realizzazione dei volantini accessibili; passando per gli elementi chiave da includere nella pagina dell’evento onlineche dovrebbe essere collegata ad una mail di contatto a cui rivolgere tutte le domande che si hanno; senza dimenticare i trucchi fondamentali da adottare per poter arginare la non accessibilità di un luogo.
Detto questo c’è solo una richiesta da fare: diffondere la guida più possibile per partecipare (finalmente) a tutti i concerti che si desiderano.

I CREATORI
Attitude is everything è un’organizzazione benefica che sostiene l’industria della musica dal vivo in Uk dal 2000. Grazie alla condivisione di esperienze durante concerti e eventi all’aperto da parte di controllori con disabilità, ha lavorato con centinaia di locali e festival in tutto il Regno Unito per aiutarli ad essere più accessibili alle persone con disabilità.

Il British Council è l’ente ufficiale britannico per la promozione delle relazioni culturali e delle opportunità educative. Ha sedi in Italia e in tutto il mondo.

Consulta la guida

(disabili.com)

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Microsoft e l’Intelligenza Artificiale al servizio dell’accessibilità

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Microsoft e un team di aziende utilizzeranno l’Intelligenza Artificiale e il Cloud Computing per lo sviluppo di progetti per l’inclusione e per la riduzione delle barriere

Metti insieme le potenzialità di Intelligenza Artificiale e Cloud Computing con le competenze di aziende, istituzioni e associazioni: quello che ne risulterà sono nuove progettualità, che Microsoft intende declinare sul fronte Inclusione e accessibilità. Questa idea prende il nome di Ambizione Italia per l’Inclusione e l’Accessibilità, un innovativo progetto annunciato ieri da Microsoft, che intende utilizzare il digitale per promuovere i valori della Diversità, affinché nessuno venga lasciato indietro.
Nel concreto, l’iniziativa si traduce in un’alleanza con aziende, istituzioni e associazioni per sviluppare insieme nuove progettualità a supporto dell’accessibilità e dell’inclusione delle persone con disabilità nella vita quotidiana e in azienda, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Dal canto loro, i vari soggetti aziendali, associativi e istituzionali che hanno risposto all’appello sono numerosi e prestigiosi: già parte del gruppo di aderenti sono Ability Garden, Amplifon, ANSA, Barilla, EY, Fondazione Accenture, Fondazione Adecco, Fondazione Vodafone, Fondazione Mondo Digitale, Gruppo Generali, Jointly – Il welfare condiviso, Kulta-Cervelli Ribelli, LinkedIn, UniCredit, Techsoup, Valore D e Wunderman Thompson, che si impegneranno a mettere in campo competenze e esperienze per lavorare insieme.

Sul fronte operativo, il progetto si tradurrà in iniziative per tutti gli attori coinvolti, con sessioni formative, hackathon, incontri e condivisioni di best practice. La sfida sarà quella di mettere a punto soluzioni che possano concretamente essere utilizzate nella vita di tutti i giorni, compresa quella lavorativa, in modo da migliorarla attraverso la tecnologia più innovativa, come l’Intelligenza Artificiale e il Cloud Computing, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di progetti per l’inclusione e per la riduzione delle barriere in alcuni ambiti specifici:

Prodotti e Servizi – In quest’area sarà possibile esplorare nuove modalità di sviluppo, creazione o trasformazione di prodotti e servizi di uso comune, anche digitali, per renderli accessibili a fasce di utenti differenti. Un esempio è l’Xbox Adaptive Controller,un controller che facilita e migliora l’esperienza di gioco, progettato da Microsoft insieme a community di giocatori disabili per rispondere alle esigenze dei giocatori con mobilità ridotta.

Mondo dell’Educazione – Su questo fronte sarà possibile, da un lato, lavorare con studenti e docenti su progetti di accessibilità e, dall’altro, valorizzare programmi educativi inclusivi. In particolare, Microsoft ha già avviato un programma di education nelle scuole in collaborazione con l’Associazione Italiana Dislessia per sensibilizzare studenti, docenti e famiglie su come le nuove tecnologie possano trasformare la diversità in un valore reale di crescita per tutti.

Mondo del Lavoro – In questo ambito, ci sarà la possibilità di approfondire i vantaggi che oggi la tecnologia offre per favorire una maggiore inclusione professionale e una valorizzazione delle risorse con disabilità che, grazie all’innovazione, possono esprimere il loro potenziale. Già da tempo, Microsoft mette a disposizione in maniera nativa nella propria suite Microsoft 365 soluzioni inclusive per aiutare i collaboratori aziendali: la funzionalità di lettura immersiva per persone ipovedenti, per esempio, o il servizio di sottotitoli e traduzione in tempo reale per i non udenti o per coloro che parlano lingue diverse durante le riunioni virtuali con Teams.

In Italia attualmente ci sono oltre 3 milioni di persone con disabilità, numero che cresce in modo esponenziale se consideriamo anche le disabilità nascoste o momentanee. Ognuno di noi, in un certo momento della propria vita, si trova ad affrontare questo tipo di sfida, che sia una disabilità temporanea perché ci si è fratturati una gamba in un incidente o situazionale perché devo necessariamente rispondere a una mail e non ho entrambe le mani libere. Inoltre, solo poco più del 30% dei disabili tra i 15 e i 64 anni ha un’occupazione. Un dato allarmante, sintomatico della difficoltà per queste categorie a integrarsi pienamente nella società odierna. Le nuove tecnologie possono offrire straordinarie opportunità alle persone con disabilità: l’AI in particolare può aiutare ad essere più connessi con gli altri, attraverso strumenti che agevolano la lettura, l’ascolto e la scrittura, potenziando così le capacità umane e contribuendo ad acquisire nuove competenze. In Microsoft, per esempio, lavoriamo da sempre a rendere i nostri prodotti e servizi “accessibili by design”, ovvero pensati per essere utilizzati da tutti già nella fase della loro progettazione. Questo ci consente di dare un contributo importante alle persone che in questo modo possono vivere e lavorare come tutti. Non vogliamo affrontare questa sfida da soli. È proprio per questa ragione che abbiamo dato vita a un’alleanza dove mi auguro si aggiungano presto numerose realtà private e pubbliche. Insieme, grazie al digitale, possiamo rendere il nostro Paese più inclusivo e costruire un futuro migliore per tutti” ha spiegato Barbara Cominelli, Direttore Marketing & Operations di Microsoft Italia.

L’iniziativa fa parte di Ambizione Italia, progetto più ampio di formazione, aggiornamento e riqualificazione delle competenze in chiave digitale, avviato a settembre 2018, con il quale Microsoft ha già formato 500.000 persone e che si propone di coinvolgere entro la fine del 2020 oltre 2 milioni di giovani, studenti, NEET e professionisti in tutta Italia, con l’obiettivo di contribuire all’occupazione e alla crescita dell’Italia, riducendo il fenomeno dello skills mismatch ovvero il divario tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle realmente disponibili.

Per info
www.microsoft.com/it-it/ambizioneitalia/social-ecosystem.aspx

(disabili.com)

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Con i cellulari per non vedenti la tecnologia al servizio dei ciechi.

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Con gli smartphone di ultima generazione arrivano anche le nuove App per non vedenti

Telefono parlante e cellulari per non vedenti sono ormai da tempo divenuti oggetti d’uso quotidiano.
Attraverso le applicazioni (o, più semplicemente, app), parecchie delle quali scaricabili gratuitamente, è possibile effettuare acquisti, consultare riviste e quotidiani, ascoltare la radio, ottenere indicazioni sul traffico e sul tempo e infinite altre operazioni, tutte fondamentalmente mirate all’obiettivo di renderci la vita un po’ più semplice.
I cellulari per ipovedenti si trasformano così in un utilissimo telefono parlante che guida la persona non vedente nello svolgimento delle attività quotidiane.
Il discorso vale anche (e anzi assume un rilevante significato sociale, in una prospettiva di integrazione e superamento degli ostacoli alla qualità della vita e al pieno godimento dei propri diritti) per le persone colpite da disabilità, che noi già proviamo ad aiutare con la progettazione e realizzazione di montascale.

Di anno in anno sono infatti sempre più numerose le applicazioni appositamente pensate per fornire una concreta mano d’aiuto alle persone più svantaggiate, ad esempio i non vedenti.

Cellulari per non vedenti

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante, nel settore dei dispositivi per la comunicazione questo è ancora più evidente. I dispositivi per la telefonia mobile, oltre ad un’estetica accattivante, offrono funzionalità incredibili fino a qualche anno fà.
Facciamo l’esempio dei non vedenti o degli ipovedenti che con le nuove tecnologie e sopratutto le nuove applicazioni possono contare su dispositivi che li aiutano a superare molti degli ostacoli derivanti dal loro handicap. Vediamo ora alcuni esempi di queste nuove tecnologie nei cellulari per non vedenti.

I modelli di cellulari per non vedenti : Felix Phone

Chi ha problemi di vista ha sicuramente bisogno di un modello di telefono avanzato per essere autonomo al 100% quando vuole mettersi in contatto con amici e parenti. In questo caso vogliamo segnalarti il cellulare parlante con sintesi vocale Felix Phone. Grazie al sintetizzatore vocale, ogni azione compiuta dal cieco o ipovedente sul telefono viene letta, come i messaggi e il chiamante della telefonata, ma anche lo stato della batteria. Non solo.
Chi utilizza Felix Phone può fare affidamento sui comandi vocali per dettare un messaggio, inserire in rubrica un nuovo contatto o telefonare a una determinata persona. Nel dettaglio possiamo riassumere così i vantaggi e gli svantaggi di questo modello:

  • ideale per le persone con problemi di vista che necessitano di un telefono semplice e vogliono essere autonome nell’utilizzo del cellulare grazie ai comandi vocali;
  • il punto di debolezza è che non si tratta di uno smartphone e non possiede app come WhatsApp o Facebook.

Smartphone per non vedenti: Doro 820 Mini Claria

Se Felix Phone è il cellulare parlante adatto agli ipovedenti e ai non vedenti, ma non offre le funzionalità avanzate dello smartphone, apprezzate particolarmente dai più giovani, una valida alternativa è rappresentata da Dorio 820 Mini Claria, uno smartphone completo e facile da usare, accessibile e intuitivo.
La tecnologia Claria lo rende, quindi, il compagno ideale di chi non può vedere, grazie alle suonerie amplificate, ai tasti fisici e al design robusto. Il sistema integrato Vox Claria offre al disabile alcuni punti sullo schermo di riferimento e integra un’interfaccia multimediale parlante che guida la persona durante l’uso dello smartphone, ma anche nelle attività quotidiane.
Infine, Dorio 820 Mini Claria dispone di una funzionalità interessante ovvero la fotocamera, studiata per essere un vero e proprio sensore intelligente capace di riconoscere i colori e leggere ciò che viene inquadrato. Inoltre il fatto di essere un vero e proprio smartphone permette ai giovani ipovedenti o non vedenti di navigare in Internet e ascoltare musica.

Smartphone e non vedenti o ipovedenti: cosa considerare

Purtroppo non tutti gli smartphone, nonostante l’evoluzione tecnologica, sono accessibili alle persone non vedenti o ipovedenti, soprattutto se sono basati su versioni antiquate del sistema operativo o non permettono di personalizzare lo schermo. Due sono, in particolare, le modalità di approccio allo smartphone del non vedente e dell’ipovedente e, in particolare:

  • l’ipovedente necessita di uno smartphone con schermo grande e con sistema Android, che presenti una lente di ingrandimento per visualizzare meglio caratteri, schermate, applicazioni ed elementi vari;
  • il cieco che vuole utilizzare lo smartphone necessita di un feedback vocale a schermo e di funzioni come lo screen reader dei dispositivi Android, che vocalizzi ogni elemento dello schermo toccato dal non vedente.

Smartphone per non vedenti e ipovedenti: pro e contro

Tra i pro dell’acquisto di uno smartphone Androidpossiamo sicuramente citare il costo inferiore rispetto ai dispositivi iPhone, anche se il motore di sintesi vocale ha una qualità inferiore a quella di VoiceOver, sviluppato per iPad e iPhone. D’altro canto, come vedremo tra poco, sia gli smartphone Android sia quelli Apple possono supportare applicazioni e funzionalità per l’accessibilità a chi ha problemi di vista, tra cui citiamo Zoom e Talkback.
Il pro dell’acquisto di uno smartphone Apple è, invece, la possibilità di personalizzazione e controllo totale anche per persone ipovedenti o non vedenti, grazie alle app appena nominate. Unico neo il prezzo un po’ troppo alto, anche se esiste un altrettanto valido mercato di iPhone usati e ricondizionati. Va valutata, inoltre, la difficoltà di apprendimento rispetto allo smartphone Android, soprattutto se la persona disabile è anziana e poco pratica di tecnologia.

Cellulare per non vedenti: il progetto Vodafone Speaking Phone

Non potevamo chiudere questa sezione dedicata ai cellulari e agli smartphone per non vedenti senza citare il progetto Vodafone Speaking Phone, avviato in collaborazione con l’UIC, Unione Italiana Ciechi, e che ha portato alla distribuzione di cellulari a un gran numero di non vedenti.
Quello che caratterizza il telefono per non vedenti realizzato da Vodafone è l’integrazione con un software speciale, in grado di leggere e descrivere icone di menù, testi e SMS facilitandone l’invio.

Telefonia per non vedenti: i progetti di Samsung e TIM

Vodafone non è, però, l’unica compagnia di telefonia ad aver deciso di creare e commercializzare telefoni per ipovedenti e non vedenti. Anche Samsung ha messo sul mercato il Samsung SCH-E580, dedicato a questa categoria di utenti disabili e che funziona grazie a una voce guida che assiste la persona durante l’utilizzo del telefono.
Da TIM viene, invece, l’applicazione Talks che legge il display del telefono con una voce elettronica.
Certamente il mercato delle tecnologie e della telefonia per disabili è appena aperto e le imprese stanno imparando a sfruttarlo per agevolare la vita della persona con problemi visivi e migliorare la loro immagine, con l’obiettivo di raggiungere in poco tempo la piena accessibilità per tutti alle moderne tecnologie.

App per non vedenti Android

Una delle prime ad essere lanciata sul mercato per i telefoni per non vedenti Android è stata Strillone, frutto dell’impegno di Informatici Senza Frontiere ONLUS.
Strillone è una app per ipovedenti gratuita che consente all’utilizzatore la navigazione sulle pagine web dei quotidiani con la possibilità ascoltare le notizie grazie a un sintetizzatore vocale.
L’interfaccia è geniale nella sua essenzialità: ai quattro angoli del display touchscreen sono posizionati altrettanti riquadri, ciascuno dei quali consente di consultare un menù di sezioni costituite dai contenuti della rivista o del giornale preferito.
Si sfrutta in sostanza la struttura “ad albero rovesciato” dei giornali: ciascuno di essi è da intendersi come la “radice” un albero, e optato per uno in particolare si passa ai vari “rami” (le sezioni cronaca, sport, politica, costume, attualità…) e, infine, alle “foglie”, ovvero i singoli articoli della sezione scelta.
Compatibile con la maggior parte degli Screen Reader dei cellulari per non vedenti, oltre ai dispositivi Android, Strillone è disponibile sul Play Store di Google ed è consultabile via internet da qualsiasi pc desktop
Entro breve tempo è previsto anche il lancio di una versione iOS per gli Iphone per non vedenti della Apple.

Applicazioni Iphone per non vedenti

Altra app in grado di rivelarsi prezioso ausilio per le persone non vedenti e ipovedenti è senza dubbio AriadneGPS, che consente in tempo reale di rendere nota all’utilizzatore (anche attraverso VoiceOver) la propria posizione e di monitorarla costantemente lungo il tragitto, con possibilità di essere informato sui cambiamenti legati alle vie, i numeri civici, la presenza di lavori in corso od ostacoli, incroci, ecc.

Attraverso una vibrazione (o, in alternativa, un suono o un segnale vocale) del proprio cellulare per non vedenti è possibile anche essere informati dell’arrivo di un autobus o di un treno, così come si possono memorizzare luoghi preferiti.
In particolare, scorrendo il dito sopra la mappa corrispondente alla zona percorsa, è possibile far mente locale ascoltando i nomi delle vie e i relativi numeri civici.
Disponibile per iPhone e iPad, AriadneGPS sfrutta le informazioni del gps e di un server remoto (attualmente trattasi di Google).

Cellulare per ipovedenti: App per Iphone e Android

Un’altra applicazione che trasforma un telefono per non vedenti in un valido strumento utile ad una persona che ha perso la vista, è sicuramente Be My Eyes una applicazione ideata dal danese Hans Jørgen Wiberg, Be My Eyes è una applicazione il cui punto di forza non è tanto l’alto livello tecnologico raggiunto, quanto piuttosto quello della solidarietà e della voglia di dare una mano d’aiuto ai meno avvantaggiati (lo stesso Wiberg è nato con gravi problemi di vista, che si sono nel tempo acuiti fino a tradursi quasi in cecità).
In sostanza, quando la persona non vedente o ipovedente si trova in situazioni di difficoltà, lancia il suo “sos” attraverso la app. Questo verrà raccolto da uno a caso degli iscritti all’apposito social network, naturalmente vedente, che si metterà a disposizione per, ad esempio, dare indicazioni sulla via da imboccare, sulla collocazione dei prodotti negli scaffali dei supermarket, sulla scadenza dei generi alimentari, ecc.
L’applicazione riversa il video ripreso dalla fotocamera del cellulare per non vedenti dell’utente sul display del “collega” volontario, che può così rispondere alle domande proprio come accadrebbe nell’ambito di una comune videochiamata via Facetime o Skype. Il telefono parlantepermetterà così alla persona non vedente di districarsi sfruttanto la vista del volontario che potrà così guidarlo.
Per non correre il rischio di perdite di tempo o di scherzi di dubbio gusto, al termine dell’operazione entrambi i soggetti interessati potranno dare un voto alla funzionalità dell’applicazione ovvero segnalare eventuali disfunzioni.
Spiega Hans Jørgen Wiberg: “L’idea mi è balenata nel corso della mia attività di aiuto ai non vedenti della mia città, quando uno di loro ha detto: Se potessi avere solo per cinque minuti al giorno gli occhi di una persona sana, la mia vita migliorerebbe notevolmente”.
L’applicazione è disponibile per smartphone per non vedenti iPhone e Android.
E per chi è solito dire di “non avere il tempo” di aiutare gli altri, grazie ad applicazioni come Be My Eyes oggi non ci sono più scuse.

Agevolazioni Internet per disabili

Oltre alla legge 104 lo Stato Italiano prevede agevolazioni per le persone appartenenti alle categorie protette o con disabilità e sgravi IRPEF e IVA per l’acquisto di ausili tecnici e informatici, compreso l’abbonamento a Internet. In particolare l’acquisto di sussidi tecnici e informatici prevede un’aliquota IVA agevolata al 4% anziché quella ordinaria al 22% e l’obiettivo è assicurare l’autosufficienza e l’integrazione del disabile come previsto dall’art. 3 legge n. 104 del 1992.
Oltre all’acquisto di dispositivi informatici come PC, smartphone e tablet si prevede che il sussidio vada applicato anche ai servizi di connessione a banda larga, soprattutto per coloro che soffrono di menomazioni permanenti o durature alla vista o all’udito.
Gli obiettivi di tale agevolazione sono, infatti, i seguenti:

  • facilitare la comunicazione interpersonale;
  • facilitare l’elaborazione scritta o visiva delle informazioni;
  • agevolare l’accesso all’informazione e alla cultura.

In particolare, la Circolare n.55/2001 chiarisce come anche i costi di abbonamento a servizi con tali finalità possano portare alla detrazione IRPEF al 19% e IVA al 4%, ad esempio quando si parla di abbonamento al soccorso rapido telefonico, il tasto SOS che agevola l’intervento a supporto di anziani e persone non vedenti. Un unico chiarimento: tra le forme di disabilità che possono dare accesso a tale agevolazione ci sono solo il fatto di essere non vedenti, non udenti o avere altra menomazione fisica, mentre sono escluse la disabilità intellettiva e psichica, a meno che non sia coesistente ad altra forma di disabilità motoria, visiva, uditiva o del linguaggio.

Agevolazione IVA 4% per l’acquisto di telefoni per non vedenti

Ad oggi le persone con disabilità visiva ovvero non vedenti e ipovedenti possono acquistare sussidi tecnici informatici con iVA agevolata al 4% anziché al 22%. In particolare con il termine “sussidio tecnico informatico” ci si riferisce ad una tecnologia meccanica, elettronica o informatica appositamente progettata per facilitare la comunicazione personale e l’elaborazione scritta o grafica al fine di agevolare l’accesso all’informazione e alla cultura alla persona disabile o limitata da menomazioni visive, uditive o del linguaggio.
Non significa, però, che tutti i titolari della legge 104 possano ottenere questo vantaggio, dato che il sussidio tecnico informatico deve essere un reale aiuto per la persona con disabilità, come nel caso del telefono per non vedenti, del cellulare per non vedenti o dello smartphone per non vedenti. Per ottenere l’IVA agevolata al 4% bisognerà, infatti, presentare due documenti:

  • copia del certificato che attesta l’invalidità permanente, anche senza la condizione di gravità descritta dall’art. 3 comma 3 della legge 104;
  • prescrizione rilasciata dal medico della ASL, che attesta il collegamento tra la forma di disabilità e il sussidio tecnico informatico da acquistare.

Il consiglio, prima di procedere all’acquisto di un cellulare per non vedenti o ipovedenti, è quello di rivolgersi alla ASL di appartenenza per richiedere il certificato sopra descritto e, se concesso, allora si avrà diritto ad acquistare il telefono per disabili con l’IVA agevolata al 4%.
Update 12-09-2019
Inseriti alcuni nuovi modelli di smartphone adatti per i non vedenti e integrato il testo dell’articolo con alcune considerazioni sui pro e i contro di questi dispositivi.
(Contactsri.it)

VIDEOGIOCHI E ACCESSIBILITÀ: I CONTROLLER PER GIOCATORI CON DISABILITÀ

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L’accessibilità nel mondo dei videogiochi: le migliori opzioni di controllo oggi disponibili per i giocatori con disabilità.

Il tema dell’accessibilità in ambito videoludico è tanto complesso quanto importante. Complesso perché si tratta di una parola che dà corpo a una quantità astronomica di esigenze diverse, spesso in aperto contrasto con alcune delle logiche cardinali del mercato di massa, che tende a privilegiare le necessità percepite di una fetta maggioritaria dei potenziali acquirenti. Importante perché il videogioco è senza alcun dubbio un tassello essenziale nel mosaico della cultura contemporanea: un luogo d’incontro tra arte e intrattenimento cui tutti devono poter accedere. Si tratta chiaramente di un traguardo difficilissimo, termine di un tragitto che si articola in tre tappe lungo una strada carica di asperità. Tanto per cominciare, una quota base di strumenti per l’accessibilità devono essere disponibili (sotto forma di compatibilità con periferiche alternative o di opzioni dedicate) già sulle piattaforme di gioco, e a seguire all’interno degli stessi prodotti ludici, con settaggi pensati per adattarsi alle diverse esigenze dei giocatori con disabilità motorie e sensoriali.

Il terzo nodo chiave è rappresentato dai dispositivi di controllo, o meglio dall’effettiva disponibilità di strumenti che permettano di giocare nel caso i controller standard non siano un’opzione concretamente viabile. Ora, ammettendo placidamente di non poter contribuire in maniera efficace alla corsa del medium videoludico verso l’obiettivo “accessibilità“, se non riaffermando che si tratta di un percorso che va assolutamente affrontato, quello che possiamo fare è offrire – con l’onestà intellettuale di chi non affronta quotidianamente queste sfide – qualche indicazione ai giocatori con disabilità alla ricerca di periferiche adatte alle proprie necessità.

Un controller per domarli tutti

Per un giocatore che non ha mai dovuto affrontare le difficoltà legate a una qualsiasi condizione di disabilità è difficile comprendere appieno l’importanza dell’Adaptive Controller di Xbox. Di fatto la stessa definizione di “controller” risulta, nel caso specifico, alquanto riduttiva, dato che il piccolo capolavoro di ingegneria di Redmond è sostanzialmente una piattaforma di raccordo per diversi sistemi di input, compresi tutti quelli che seguiranno in questo articolo.

Oltre a disporre di due grandi tasti e di un d-pad particolarmente sensibili, l’Adaptive Controller mette a disposizione dei giocatori con disabilità un totale di 19 ingressi per jack da 3,5 mm associati a tutti gli input tradizionalmente disposti sui pad di Xbox. Col supporto garantito dalle due porte usb presenti sul congegno, l’insieme degli ingressi permette agli utenti di modellare la fruibilità di ciascun prodotto ludico in base ai propri bisogni, collegando a questo hub una gran varietà di dispositivi differenti, che siano interruttori, pulsanti, joystick o apparecchi destinati ad un pubblico con motilità ridottissima. La versatilità dell’Adaptive Controller permette inoltre agli utenti di posizionare i vari input a seconda alle proprie esigenze, facendo uso di supporti personalizzati disposti alla bisogna.

La funzione “copilota” delle piattaforme Microsoft, che si conferma una delle compagnie più sensibili alle esigenze d’accessibilità in ambito videoludico, consente inoltre di utilizzare due controller (compreso un pad tradizionale) per gestire ogni aspetto del gameplay, anche con l’eventuale supporto di un secondo giocatore. Si tratta a tutti gli effetti del primo strumento di questo genere ad arrivare sul mercato con un prezzo di listino (89,99 euro) non proibitivo, sebbene quello del costo rimanga, nel complesso, un problema decisamente rilevante.

Questo perché i dispositivi accessori, senza i vantaggi della grande distribuzione, risultano ancora caratterizzati da costi piuttosto elevati, pertanto comporre un sistema di controllo totalmente custom potrebbe comunque richiedere un esborso alquanto significativo. Per farsi un’idea – e per valutare eventuali opzioni d’acquisto – basta scorrere un po’ tra i prodotti disponibili sullo store di Warfighter Engaged, uno dei principali punti di riferimento per questo tipo di periferiche. A tal proposito, risulta particolarmente incresciosa la mancanza nei lidi nostrani di una realtà come la statunitense The Able Gamers Charity, ovvero di un ente che fornisca supporto logistico ed economico ai giocatori con disabilità, promuovendo l’accessibilità in campo videoludico. Associazioni come la fondazione Asphi Onlusstanno sicuramente lavorando molto bene per coniugare accessibilità e mondo digitale, ma è indubbio che in Italia manca ancora un contesto culturale che prenda in considerazione anche l’intrattenimento videoludico nella definizione del concetto – spesso proteiforme – di “qualità della vita”. Guardando alla questione dall’esterno, e da un certa distanza, è facile trovare inopportuna la formula “diritto al videogioco”, ma vi preghiamo di fermarvi un istante a riflettere su cosa comporterebbe per voi il dover rinunciare, per ragioni totalmente arbitrarie, a una passione che – in un modo o nell’altro – ha contribuito a definire la vostra identità. Già che ci siete, tenete anche a mente le conseguenze di questa rinuncia su quelle che sono le vostre attuali dinamiche sociali, sul vostro sentirvi parte di una sottocultura sempre più ampia che deve giustamente sostenere l’inclusività. Eh, roba piuttosto pesante.

Divertimento a portata di mano

Abbandonati i campi della peregrinazione mentale, torniamo a parlare dei migliori dispositivi di controllo pensati per promuovere l’accessibilità videoludica. Per i giocatori che possono contare su una sola mano per garantirsi la dose quotidiana di intrattenimento digitale, il portale Evil Controllers lavora da anni per offrire ai suoi clienti un’ampia gamma di supporti dedicati. I pad proposti dall’azienda permettono di accedere con 5 dita alla gamma completa dei controlli, offrendo varie soluzioni per riuscire a gestire senza problemi le funzioni della seconda levetta e dei tasti dorsali, anche in sinergia con l’Adaptive Controller.

Ognuno dei dispositivi in vendita presso lo store è completamente personalizzabile, anche per quando riguarda la forza di attuazione necessaria per attivare gli input di ciascun pulsante. Evil Controllers offre anche mod aggiuntive pensate per facilitare la giocabilità di specifici titoli (in particolar modo nel quadro degli shooter), con feature che spaziano dal fuoco rapido all’automazione di mira e corsa. Per quanto la compagnia venda pad compatibili sia con Xbox One che PS4, per una questione di ottimizzazione delle spese, gli utenti multipiattoforma potrebbero voler considerare l’acquisto di un convertitore come il CronusMax, un dispositivo usb che permette di utilizzare i diversi controller su piattaforme nativamente incompatibili, con la possibilità di personalizzare ulteriormente il sistema di input. Pur non offrendo la medesima gamma di feature, il convertitore Magic-NSrappresentata probabilmente la migliore opzione per le esigenze di accessibilità su Switch, dato che l’accessorio rende compatibili con l’ibrida di Nintendo la quasi totalità delle periferiche sul mercato, compreso l’Adaptive Controller di Xbox. Per i giocatori tetraplegici, le migliori opzioni (sempre compatibili con “l’hub” di Microsoft) sono probabilmente quelle offerte da QuadStick, che propone controller e supporti progettati per le necessità di questo specifico segmento dell’utenza.

Da tenere in considerazione anche l’alternativa software proposta da programmi come VoiceAttack, che offrono strumenti di controllo vocale pensati in particolar modo per i videogiocatori. Se tutte le soluzioni sopraccitate riguardano quasi esclusivamente le persone con disabilità motorie, esiste una realtà tutta italiana che da anni si occupa di estendere il “diritto al videogioco” anche a giocatori non vedenti e ipovedenti. Parliamo del progetto Audiogame.itdiretto dal veterano Ivan Venturi, uno store che mette in vendita “audiogiochi” multigenere sviluppati per escludere la grafica dalla fruibilità videoludica. Produzioni di valore, che vi invitiamo a testare anche solo per sperimentare un diverso modo di intendere il videogioco, magari uscendo dalla vostra solita zona di confort per toccare con mano quelle barriere con le quali tanti utenti devono misurarsi su base quotidiana. Una sfida che vale sicuramente la pena di affrontare, anche solo per rimettere in discussione alcuni privilegi che tendiamo – erroneamente – a dare per scontati, ampliando al contempo i limiti della nostra coscienza.

(everyeye.it)

FIA AL LAVORO SULLA DISABILITÀ PER L’ACCESSO AL MOFORSPORT

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La Commissione FIA sulla Disabilità al lavoro per migliorare l’accesso al motorsport e alla guidaI lavori del secondo meeting di Parigi

La Commissione FIA per le Disabilità e l’Accessibilità si è riunita a Parigi per stabilire alcuni punti fermi riguardo le licenze per i piloti che sono, con un termine che dovrebbe essere lusinghiero ma ha un retrogusto retorico, diversamente abili. Sono state inoltre avanzate delle proposte per potenziare il programma di sussidi ed altre disposizioni che vanno incontro a chi si misura nel mondo delle corse, a prescindere da qualsiasi teorico impedimento, e non solo.

Focus anche sui guidatori più anziani e i posteggi disabili

Il lavoro della commissione, supportato da quelle sportive FIA, in particolare ha riguardato alcuni punti come la revisione delle disposizioni di rilascio delle licenze, per far sì che si possano rendere più efficaci le valutazioni mediche, sportive e tecniche che sono funzionali alla concessione della possibilità di gareggiare, oltre a poter rendere più facile il processo di candidatura. Non solo: come abbiamo anticipato potrebbero essere liberate delle risorse aggiuntive per sostenere i driver disabili che hanno bisogno degli ausili per poter guidare ed ottenere la patente, e non è mancato un approfondimento da parte della Commissione riguardo alla infrastrutture negli eventi sportivi per renderli più accessibili, tipo i podi (magari sul modello paralimpico). Ma il focus ha riguardato non solo i piloti, ma anche il pubblico, in modo tale che ci possano essere sempre meno barriere all’accesso di impianti e piste.
Spazio anche ad un aggiornamento nello strumento di autovalutazione per i conduttori più anziani (un test online interattivo che determina alcune variabili come il livello di attenzione e reattività) per valutare se siano ancora nelle condizioni di poter guidare senza rischi.
Si allarga poi il discorso sulla mobilità accessibile grazie ai rilievi forniti dall’Ente del Trasporto Internazionale che sovraintende alle politiche in questo settore, che affermano la necessità di rispondere alle esigenze di un sempre più vasto numero di persone con disabilità, e che devono poter vivere pienamente la propria vita senza ostacoli, di potersi avvantaggiare di tecnologie come i sistemi di connettività e di automazione nelle vetture, oltre ad uno standard globale di riconoscimento per i tagliandini dei disabili. Inoltre la Commissione lavorerà a stretto contatto con i club membri per potenziare le risorse informative riguardanti i parcheggi per le persone affette da disabilità e norme relative. Infine è stato approcciato il tema del turismo accessibile, dove anche qui si dovrà razionalizzare la mole di informazioni riguardo le destinazioni turistiche a prova di handicap, con la centralizzazione di un database all’interno delle agenzie di viaggio online anche relativo alle strutture adatte.

Il prossimo meeting si terrà l’otto novembre prossimo a Ginevra.

(motorionline.com)

Musei accessibili ai disabili, la tecnologia può tanto (ma non viene usata)

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Se l’innovazione non è diffusa non serve a creare inclusione, specie in relazione alla disabilità, una condizione che può riguardare tutti noi in determinati momenti della vita. Ecco perché la tecnologia per i musei e per tutti gli istanti della vita può e deve essere inclusiva pur senza essere costosa o individualizzata

Una domanda aperta, non senza risposta, che nasconde una seconda domanda: cosa parliamo quando parliamo di esperienza museale per una persona con disabilità? Come possiamo rendere inclusiva la risposta?

Innovazione, condivisione, inclusione

Abbiamo imparato che per ogni innovazione tecnologica introdotta dobbiamo fare passare del tempo per poter vedere a cosa realmente può essere utilizzata affinché sia realmente utile. Una innovazione è efficace se diventa condivisa e quindi se diventa una cifra comune nella relazione tra le persone e la società nel suo insieme, specie se lavora sui principi dell’inclusione.
Tutte le tecnologie che usiamo e che hanno cambiato la nostra vita hanno passato una prima fase nella quale con grande riluttanza sono state male accettate; in un secondo tempo, gradualmente, sono state accolte non senza timori. Infine l’accettazione: da innovazione a pratica quotidiana.
Il tempo che ciascuno di noi ha per adattarsi all’innovazione è legato alla nostra capacità di trovare un nuovo equilibrio all’interno dei micro sconvolgimenti che comunque e sempre provocano alla nostra esperienza del mondo: le nostre abitudini e le nostre rappresentazioni della realtà devono essere riviste all’interno di nuove mappature mentali. L’innovazione cambia radicalmente la nostra esperienza quotidiana in relazione al nostro modo di percepire il mondo.

Dobbiamo lavorare sul ricollocare il nostro punto di vista all’interno della novità che l’innovazione porta, in altre parola rielaborare la nostra idea di esperienza.
In taluni casi l’innovazione non porta a cambiamenti ma a veri e propri apertura di orizzonte di movimento e di conoscenza. Questo è sicuro il modo migliore per comprendere l’importanza delle tecnologie nella nostra vita quotidiana.

L’innovazione nei musei

Ci sono luoghi speciali dove non solo si cambia l’esperienza ma si apre a nuove fasce di pubblico: i musei.
Da almeno trent’anni i non vedenti utilizzano libri in formato elettronico e hanno a disposizione strumenti per la trasmissione e la conservazione della conoscenza. Da meno tempo utilizzano tecnologie portatili che gli permettono di porre domande all’interno della rete in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento. Possono ottenere risposte grazie a ricerche personali, grazie alla sperimentazione dei nuovi codici linguistici che li porta a raccogliere i dati per ampliare la propria esperienza del mondo.

È necessario quindi passare dalla sperimentazione, dai proclami, che terminano dopo la prima sperimentazione ad una vera pratica inclusiva.

Perché l’innovazione senza continuità non è inclusiva

Se l’innovazione non è diffusa, non lavora su un’idea di catena, di continuità, non serve a creare inclusione. Se viene a mancare un passaggio tutto ciò che si è creato prima e dopo non serve.
Specie in relazione alla disabilità: questa non è legata necessariamente a una menomazione bensì è il risultato negativo e stigmatizzante che si verifica tra una persona (con le sue condizioni di salute e le sue funzionalità) e il contesto (sfavorevole) in cui si trova a operare e compiere attività.
Occorre quindi un cambiamento percettivo. Nessuno è salvo: non è una condizione che appartiene a un numero ristretto, definito e circoscritto di persone in quanto è una caratteristica che riguarda potenzialmente tutti gli esseri umani in determinati momenti della vita.
Di tutto questo può farsi carico la tecnologia sia per i musei che per tutti gli istanti della vita, nel rispetto di “un approccio progettuale mirato alla creazione di soluzioni inclusive, utilizzabili dal maggior numero possibile di persone, senza dover ricorrere ad adeguamenti o soluzioni speciali, riducendo o azzerando i costi aggiuntivi connessi a soluzioni individualizzate”.
Questo approccio antidiscriminatorio ha come riferimento ideale tutti gli utenti di un dato ambiente, senza distinzione di età, abilità, genere, ecc (Convenzione ONU su Diritti delle persone con Disabilità UN, 2006 – ratificata nel 2011 come legge dello stato Italiano).

(agendadigitale.eu)

EXTREME X8, LA CARROZZINA ELETTRONICA A 4 RUOTE MOTRICI CHE VA ANCHE SU SABBIA E NEVE

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E’ arrivata la nuova versione della Extreme X8, la carrozzina elettronica 4×4 tra le più affidabili del mercato, ora con sistema elettronico R-net e un nuovo restyling. Grazie alla dotazione dei quattro motori high torque (a coppia elevata da 700 W ciascuno) Extreme X8 riesce a raggiungere i 10km/h di velocità senza problemi superando gradini, pendenze, sabbia o fango.I braccioli sono stati ridisegnati e ora sono perfettamente ergonomici, creati con una morbida “schiuma” all’interno e rivestiti da un tessuto realizzato esclusivamente per garantire il comfort dell’utente. E’ stato aggiunto un nuovo snodo del joystick girevoleomnidirezionale con possibilità di blocco magnetico, rendendo il movimento molto più facile. I comandi manuali sono retraibili, così l’utente potrà avvicinarsi ad un tavolo senza difficoltà o impedimenti.

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La seduta è modulare con la possibilità di abbinare qualsiasi altro sistema di seduta o di funzioni elettroniche (bascula, elevazione, schienale e pedane). Il sistema tecnologico di nuova generazione garantisce all’utente l’autonomia in qualsiasi momento abbia bisogno di cambiare posizione. Grazie agli pneumatici di 14” a bassa pressione, la X8 può salire e scendere dai marciapiedi e spostarsi senza problemi sulla sabbia morbida, sulla neve, nel fango e di superare pendenze proibitive per qualsiasi altra carrozzina.

INFORMAZIONI TECNICHE:” Velocita Max.: 10 km/h ” Potenza Motore: 4x 700watts ” Larghezza: 71cm ” Lunghezza: 115cm ” Autonomia: 25km ” Peso max. utente: 155kg ” Trazione: 4 ruote motrici ” Batteria: 2 x 73ah

INFO IMPORTANTE:

Riconducibilità nomenclatore tariffario: 12.2127009, 12.2403163, 18.0939133, 18.0939145, 18.0939033, 18.0939021

«Easy Rider», così Gardaland diventa a misura di disabile

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Gardaland e Progetto Yeah! alleati per aiutare i disabili

Gardaland e Progetto Yeah! alleati per dar vita al servizio Easy Rider, l’accompagnamento «esclusivo» nel Parco proposto a persone con disabilità. Gardaland, ormai da 43 anni punto di riferimento per il divertimento di grandi e bambini, introduce un’iniziativa unica ed esclusiva rivolta a persone con difficoltà motorie, sensoriali e cognitive, per condurle alla scoperta del Parco con un itinerario personalizzato. Si tratta di una novità assoluta nei Parchi divertimento e tematici; Gardaland è il primo Parco a offrire un servizio personalizzato, su misura, rivolto agli ospiti con esigenze particolari. Tanti sono i vantaggi: dalla possibilità di rilassarsi e divertirsi senza alcuna preoccupazione fino a potersi orientare nel Parco, senza fatica, scegliendo il percorso più veloce per raggiungere le attrazioni più adatte. Lo staff realizza un itinerario personalizzato in base alle esigenze del gruppo, guida gli ospiti all’interno del Parco, li accompagna all’ingresso di ogni attrazione e, prima di salire, ne descrive le caratteristiche: dal funzionamento fino alla spiegazione relativa alle fasi di salita, discesa e percorso. Lo staff di Easy Rider, inoltre, effettua prenotazioni per conto degli ospiti all’interno dei ristoranti del Parco: una piccola pausa per rigenerarsi e poi immergersi nuovamente nelle numerose attrazioni. «L’accessibilità è un tema complesso che ogni giorno presenta nuove sfaccettature e nuove esigenze generate dalla giustificata quanto semplice richiesta degli ospiti di potersi divertire e, da parte nostra, dal desiderio di coinvolgere tutti nella fantastica esperienza del Parco», spiega Danilo Santi, general manager Theme Parks Gardaland che, dopo aver incontrato varie associazioni e aver ascoltato le loro richieste ha realizzato, in collaborazione con Progetto Yeah!, questa meravigliosa iniziativa. «Abbiamo fatto in modo che l’accesso a Gardaland possa essere il più possibile inclusivo per tutte le persone con disabilità», continua Danilo Santi. Il servizio Easy Rider è disponibile nei giorni di apertura del Parco da aprile a luglio e nel mese di settembre; le fasce orarie vanno dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14 alle 17. Easy Rider è dedicato a gruppi da minimo 4 fino ad un massimo di 12 partecipanti e prevede un numero equilibrato di ospiti con disabilità e accompagnatori. Lo staff di Easy Rider non si sostituisce agli accompagnatori delle persone con disabilità ma è da considerarsi quale valore aggiunto per il gruppo al cui interno è strettamente necessaria la presenza di un adeguato numero di accompagnatori (uno per ciascun ospite con disabilità). Compito degli accompagnatori è inoltre supportare gli ospiti negli spostamenti all’interno del Parco dove ciò risulti necessario. Per usufruire del servizio occorre prenotarsi, almeno tre giorni prima della data prescelta, chiamando il numero 045.6449777. Lo staff di Easy Rider accoglierà il gruppo al Welcome Desk situato al castello medievale di ingresso: presentazioni di rito e poi via verso il divertimento. Per il servizio Easy Rider è richiesto un contributo di 5 euro per ciascun membro del gruppo. L’ingresso a Gardaland è gratuito per le persone con disabilità non autosufficienti mentre è a tariffa ridotta per le persone con disabilità autosufficienti e per gli accompagnatori. Il pagamento potrà essere effettuato direttamente all’arrivo al Welcome Desk. Eventuali modifiche o l’annullamento della prenotazione dovrà essere effettuato almeno tre giorni prima della data della visita.

(larena.it)

Palermo – Teatro Golden inaccessibile!

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Stasera si è svolto al Cinema Teatro Golden di Palermo il concerto di Brunori Sas, artista indipendente che a me e mia sorella piace molto. Nei giorni scorsi, come di consueto faccio sempre prima di andare a un concerto o a uno spettacolo, mi informo se la struttura è accessibile per le persone con disabilità motoria in carrozzina. Ho chiamato il teatro e devo dire con stupore, visto che ormai praticamente tutti i Cinema e i Teatri sono accessibili, mi hanno risposto che per entrare in platea era disponibile una pedana elettronica che però non supportava le carrozzine elettroniche come la mia e quindi per gli addetti al teatro io sarei dovuto passare, una volta arrivato lì, su un’altra carrozzina non elettronica per poter poi accedere al teatro attraverso l’uso della pedana. Quanto di più impossibile e assurdo può essere proposto a chi ha una disabilità come la mia. È davvero incredibile come nel 2018 ancora un teatro grande come il Golden, capace di ricevere tantissimi spettatori, non sia totalmente accessibile per le persone con disabilità motoria. Quindi ho dovuto rinunciare al concerto e alla fine sono rimasto a casa! Già in passato avevo avuto una brutta esperienza con il Golden quando Ficarra e Picone presentarono in anteprima il loro film Anche se è Amore non si vede e mi avevano invitato a partecipare alla prima proprio lì. Questo accadeva alcuni anni fa e allora con grande sensibilità Valentino e Salvo decisero di annullare la prima al Golden per farla in un cinema totalmente accessibile con la rinuncia tra l’altro a una consistente fetta di pubblico essendo il cinema più piccolo. Tutto potevo pensare ma non che in questi anni ancora non avessero provveduto a rendere il cinema-teatro accessibile a tutti! Penso che questo sia veramente vergognoso e che una struttura del genere non dovrebbe essere aperta e funzionante dal momento che non rispetta la legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche e non dà alle persone la possibilità di fruire degli spettacoli dei propri artisti preferiti.