Storia di Alex (Zanardi)

Standard

Tratto da:

DISABILITA’ E MEDIA – La rappresentazione delle persone con disabilità nel sistema italiano dell’informazione – RAPPORTO 2012

image

Amputazione traumatica delle gambe, cinque arresti cardiaci, l’estrema unzione. Ma invece della fine, per Alex Zanardi, campione di F3 e F3000 coinvolto nel terribile incidente sul circuito tedesco del Lausitziring, arriva una seconda vita.  E’ il 15 settembre 2001 quando il pilota, come racconta lui stesso in questa lunga intervista, si ritrova  all’improvviso “alto poco più di un metro, da un metro e 75 che ero”, ed è tutta un’altra storia. La ripresa non è facile ma possibile, Alex scopre che ci si può rialzare anche se i piedi non li hai più. “A cosa mi servono i piedi se ho ali per volare”, scriveva la pittrice Frida Khalo nel suo diario. E lui torna a volare, in pista, in una vita diversa ma con le stesse passioni di prima. Nel 2005 vince il campionato mondiale turismo, nel 2012 arrivano le medaglie d’oro alle Paralimpiadi di Londra e Alex diventa atleta dell’anno. Il segreto? “Scegliersi un orizzonte e decidere che è quello che vuoi raggiungere”, spiega lui con tranquillità. E senza mai perdere l’ironia, anche davanti alle situazioni più difficili: “Sono un po’ pigro, disorganizzato – risponde quando gli chiedono dei suoi difetti – del resto in famiglia la testa è mia moglie Daniela, io sono  le gambe.” Ma non basta, davanti ci sono ancora tanti obiettivi da raggiungere, tante cose da realizzare: “Il Mondiale, qualche gara internazionale, la folle idea di partecipare di nuovo alla Maratona delle Dolomiti, la più bella gara italiana. Il percorso da 55 chilometri l’ho già fatto, ora vorrei buttarmi sui 138.” E poi ci sono l’impegno e la solidarietà, il lavoro in favore dell’associazione “Bimbi in gamba” che il pilota ha contribuito a fondare. Nelle parole di Alex, il passato, il presente, i sogni di ragazzo e le gioie di padre, tutte le immagini della sua vita, quella di prima e quella di adesso, scorrono come le scene di un film, di cui il pilota non vorrebbe cambiare neanche quella più dura: “Se potessi cambiare solo l’esito di quel giorno non lo farei, non credo che accetterei il rischio di essere molto più infelice di quanto sono oggi.” 

SciAbile: una scuola e Alex Zanardi aiutano i disabili a sciare

Standard

Un progetto della Scuola di sci Sauze d’Oulx Project permette di sciare con qualsiasi disabilità

Il Progetto BMW SciAbile di Sauze d’Oulx Project, la prima scuola di sci per persone disabili, celebra 12 anni di attività. Alex Zanardi, Filippo Carossino, nazionale di basket in carrozzina, e il chitarrista Cesareo di Elio e le Storie Tese, testimoniano che si può sciare alla faccia di qualsiasi patologia.

Questo progetto evidenzia come lo sport può diventare uno strumento d’inclusione sociale e un mezzo per incrementare la qualità della vita. La Scuola Sauze d’Oulx Project conta, dal 2003, un totale di 800 partecipanti e l’obiettivo è arrivare a 200 iscritti nel 2015. Un migliaio di persone che hanno sperimentato il piacere di sciare, a prescindere dalla propria disabilità. I circa 25 maestri sono qualificati e specializzati, non solo sugli aspetti tecnici della disciplina, ma possiedono anche una formazione costante sulle diverse disabilità, sulle patologie e, in condivisione, sui singoli casi. Sono in grado di far sciare qualsiasi utente, curando sia gli aspetti organizzativi, che quelli psicologici e pragmatici, come in caso di persone con protesi o affette da gravi disabilità.

Alex Zanardi, per via dei postumi di un incidente durante l’allenamento con la handbike, non ha potuto sciare, ma ha spiegato a Wired quali sono gli strumenti che usa per sciare da seduto e perché. Innanzitutto Alex ha una seduta particolare: scia, per questione di comodità turistica, indossando le protesi. Questo ha comportato uno studio approfondito della posizione e della foggia del sedile: con un’inossidabile costanza, pressando il produttore austriaco dei telai e dopo molte prove sui materiali, infine Alex ha trovato la corretta posizione, che è piuttosto all’indietro rispetto ad altri atleti disabili e ha sviluppato una tecnica di discesa personale, usando i muscoli del tronco e gli addominali. Per sciare Alex utilizza un mono-sci, anche abbastanza sciancrato, ma dalla composizione morbida, così che si possa piegare e adeguarsi alla curva per questo particolare stile di sciata. Il telaio è in acciaio, anch’esso costruito e personalizzato con caparbietà, mentre il sedile è in fibra di carbonio, costruito con una tecnica automobilistica, come racconta Alex a Wired nel video.

La metodologia operativa di SciAbile è ben rodata. Innanzitutto si parte da un briefing e un confronto tra i maestri, così che le informazioni possano passare velocemente da maestro a maestro. Poi si passa a un momento topico del progetto: la pianificazione delle lezioni per la giornata successiva. E la conseguente preparazione delle attrezzature, che sono parecchie: sci, slitte, diverse tipologie di seduta e un “robottino” per non vedenti. Si tratta di un diffusore sonoro, indossato dal maestro, che emette un segnale direzionale acustico che viene seguito dall’allievo durante la discesa.

La partecipazione ai corsi è aperta a disabili con deficit motori, sensoriali e psichici. Sia singoli allievi che gruppi e associazioni, come nel caso delle scolaresche. L’attrezzatura deve essere personalizzata sulle necessità dell’allievo e della sua disabilità: la scuola fornisce gli strumenti necessari, come mono-sci, bi-sci, stabilizzatori, slitte speciali, megafono per non vedenti e attrezzature anche per lo snowboard. L’età varia dai 6 ai 70 anni e l’obiettivo della Scuola è di fornire ai partecipanti una completa autonomia e libertà sulle piste da sci. BMW Italia copre il costo del corso base: 4 lezioni della durata di 3 ore, oltre al noleggio dell’attrezzatura in dotazione all’allievo per la durata del corso. In più lo skipass del comprensorio sciistico della Via Lattea è a prezzo ridotto. La Scuola si occupa anche del trasporto degli allievi, con il contributo della Croce Verde che ha messo a disposizione pulmini a titolo gratuito.
(wired.it)

di Giovanni Cupidi