Milano, arriva MusA: l’app che apre i musei ai non vedenti creata dai ricercatori della Statale

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Il progetto di realtà aumentata permetterà ai cittadini disabili di fruire del patrimonio artistico

Quanti sono in Italia i cittadini con disabilità? 3 milioni e 100mila, il 5,2% della popolazione complessiva. Secondo gli ultimi dati Istat, solo il 19,2% si ritiene soddisfatto della propria vita, e appena il 9,3% di loro va al cinema, a teatro, a concerti e nei musei almeno una volta l’anno.
Tra i motivi di una percentuale così bassa ci sono le gravi limitazioni percettive che impediscono ai cittadini con disabilità di godersi normali momenti di svago come la visita di una mostra. A tal proposito, alcuni ricercatori e ricercatrici dell’Università Statale di Milano hanno presentato una App che rende possibile per gli ipovedenti e per i non vedenti fruire a pieno dell’esperienza artistica.

L’applicazione si chiama MusA – Museo Accessibile, ed è stata realizzata dal dipartimento di Informatica “Giovanni Degli Antoni” in collaborazione con ANS (Associazione Nazionale Subvedenti) e finanziata dalla Fondazione di Comunità Milano. Come spiegato dai ricercatori, il progetto si concluderà nel 2021.

Come funziona MusA

L’idea è nata nel contesto di DescriVedendo, un progetto inclusivo di accessibilità culturale che ha come obiettivo quello di ampliare il più possibile la platea di fruitori delle opere d’arte attraverso la collaborazione tra persone con disabilità e non.
L’App sarà accessibile a tutte le persone con disabilità visive, grazie all’integrazione con gli strumenti di accessibilità già disponibili sugli smartphone, come zoom per persone ipovedenti e lettura del testo per persone non vedenti.
Entro il 2020, ad esempio, sarà possibile visitare altri capolavori del Castello Sforzesco, come la Pietà Rondanini di Michelangelo.

Fonte: Descrivedendo

Per le persone ipovedenti, inoltre, saranno disponibili anche funzionalità apposite come i filtri, che permetteranno di vedere l’opera a colori invertiti, con maggiore luminosità o con maggiore contrasto.
In «questo mondo dominato da immagine», scrivono dal progetto DescriVedendo, «la parola resta, nonostante tutto, uno strumento spesso sottovalutato, ma ancora molto efficace e flessibile per un impiego assistivo nei confronti di molte disabilità. Può infatti essere facilmente trasformata in diversi formati: audio, caratteri ingranditi, Braille, lingua dei segni, lingua controllata, lingua semplificata, ecc».

(open.online)

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Con i cellulari per non vedenti la tecnologia al servizio dei ciechi.

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Con gli smartphone di ultima generazione arrivano anche le nuove App per non vedenti

Telefono parlante e cellulari per non vedenti sono ormai da tempo divenuti oggetti d’uso quotidiano.
Attraverso le applicazioni (o, più semplicemente, app), parecchie delle quali scaricabili gratuitamente, è possibile effettuare acquisti, consultare riviste e quotidiani, ascoltare la radio, ottenere indicazioni sul traffico e sul tempo e infinite altre operazioni, tutte fondamentalmente mirate all’obiettivo di renderci la vita un po’ più semplice.
I cellulari per ipovedenti si trasformano così in un utilissimo telefono parlante che guida la persona non vedente nello svolgimento delle attività quotidiane.
Il discorso vale anche (e anzi assume un rilevante significato sociale, in una prospettiva di integrazione e superamento degli ostacoli alla qualità della vita e al pieno godimento dei propri diritti) per le persone colpite da disabilità, che noi già proviamo ad aiutare con la progettazione e realizzazione di montascale.

Di anno in anno sono infatti sempre più numerose le applicazioni appositamente pensate per fornire una concreta mano d’aiuto alle persone più svantaggiate, ad esempio i non vedenti.

Cellulari per non vedenti

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante, nel settore dei dispositivi per la comunicazione questo è ancora più evidente. I dispositivi per la telefonia mobile, oltre ad un’estetica accattivante, offrono funzionalità incredibili fino a qualche anno fà.
Facciamo l’esempio dei non vedenti o degli ipovedenti che con le nuove tecnologie e sopratutto le nuove applicazioni possono contare su dispositivi che li aiutano a superare molti degli ostacoli derivanti dal loro handicap. Vediamo ora alcuni esempi di queste nuove tecnologie nei cellulari per non vedenti.

I modelli di cellulari per non vedenti : Felix Phone

Chi ha problemi di vista ha sicuramente bisogno di un modello di telefono avanzato per essere autonomo al 100% quando vuole mettersi in contatto con amici e parenti. In questo caso vogliamo segnalarti il cellulare parlante con sintesi vocale Felix Phone. Grazie al sintetizzatore vocale, ogni azione compiuta dal cieco o ipovedente sul telefono viene letta, come i messaggi e il chiamante della telefonata, ma anche lo stato della batteria. Non solo.
Chi utilizza Felix Phone può fare affidamento sui comandi vocali per dettare un messaggio, inserire in rubrica un nuovo contatto o telefonare a una determinata persona. Nel dettaglio possiamo riassumere così i vantaggi e gli svantaggi di questo modello:

  • ideale per le persone con problemi di vista che necessitano di un telefono semplice e vogliono essere autonome nell’utilizzo del cellulare grazie ai comandi vocali;
  • il punto di debolezza è che non si tratta di uno smartphone e non possiede app come WhatsApp o Facebook.

Smartphone per non vedenti: Doro 820 Mini Claria

Se Felix Phone è il cellulare parlante adatto agli ipovedenti e ai non vedenti, ma non offre le funzionalità avanzate dello smartphone, apprezzate particolarmente dai più giovani, una valida alternativa è rappresentata da Dorio 820 Mini Claria, uno smartphone completo e facile da usare, accessibile e intuitivo.
La tecnologia Claria lo rende, quindi, il compagno ideale di chi non può vedere, grazie alle suonerie amplificate, ai tasti fisici e al design robusto. Il sistema integrato Vox Claria offre al disabile alcuni punti sullo schermo di riferimento e integra un’interfaccia multimediale parlante che guida la persona durante l’uso dello smartphone, ma anche nelle attività quotidiane.
Infine, Dorio 820 Mini Claria dispone di una funzionalità interessante ovvero la fotocamera, studiata per essere un vero e proprio sensore intelligente capace di riconoscere i colori e leggere ciò che viene inquadrato. Inoltre il fatto di essere un vero e proprio smartphone permette ai giovani ipovedenti o non vedenti di navigare in Internet e ascoltare musica.

Smartphone e non vedenti o ipovedenti: cosa considerare

Purtroppo non tutti gli smartphone, nonostante l’evoluzione tecnologica, sono accessibili alle persone non vedenti o ipovedenti, soprattutto se sono basati su versioni antiquate del sistema operativo o non permettono di personalizzare lo schermo. Due sono, in particolare, le modalità di approccio allo smartphone del non vedente e dell’ipovedente e, in particolare:

  • l’ipovedente necessita di uno smartphone con schermo grande e con sistema Android, che presenti una lente di ingrandimento per visualizzare meglio caratteri, schermate, applicazioni ed elementi vari;
  • il cieco che vuole utilizzare lo smartphone necessita di un feedback vocale a schermo e di funzioni come lo screen reader dei dispositivi Android, che vocalizzi ogni elemento dello schermo toccato dal non vedente.

Smartphone per non vedenti e ipovedenti: pro e contro

Tra i pro dell’acquisto di uno smartphone Androidpossiamo sicuramente citare il costo inferiore rispetto ai dispositivi iPhone, anche se il motore di sintesi vocale ha una qualità inferiore a quella di VoiceOver, sviluppato per iPad e iPhone. D’altro canto, come vedremo tra poco, sia gli smartphone Android sia quelli Apple possono supportare applicazioni e funzionalità per l’accessibilità a chi ha problemi di vista, tra cui citiamo Zoom e Talkback.
Il pro dell’acquisto di uno smartphone Apple è, invece, la possibilità di personalizzazione e controllo totale anche per persone ipovedenti o non vedenti, grazie alle app appena nominate. Unico neo il prezzo un po’ troppo alto, anche se esiste un altrettanto valido mercato di iPhone usati e ricondizionati. Va valutata, inoltre, la difficoltà di apprendimento rispetto allo smartphone Android, soprattutto se la persona disabile è anziana e poco pratica di tecnologia.

Cellulare per non vedenti: il progetto Vodafone Speaking Phone

Non potevamo chiudere questa sezione dedicata ai cellulari e agli smartphone per non vedenti senza citare il progetto Vodafone Speaking Phone, avviato in collaborazione con l’UIC, Unione Italiana Ciechi, e che ha portato alla distribuzione di cellulari a un gran numero di non vedenti.
Quello che caratterizza il telefono per non vedenti realizzato da Vodafone è l’integrazione con un software speciale, in grado di leggere e descrivere icone di menù, testi e SMS facilitandone l’invio.

Telefonia per non vedenti: i progetti di Samsung e TIM

Vodafone non è, però, l’unica compagnia di telefonia ad aver deciso di creare e commercializzare telefoni per ipovedenti e non vedenti. Anche Samsung ha messo sul mercato il Samsung SCH-E580, dedicato a questa categoria di utenti disabili e che funziona grazie a una voce guida che assiste la persona durante l’utilizzo del telefono.
Da TIM viene, invece, l’applicazione Talks che legge il display del telefono con una voce elettronica.
Certamente il mercato delle tecnologie e della telefonia per disabili è appena aperto e le imprese stanno imparando a sfruttarlo per agevolare la vita della persona con problemi visivi e migliorare la loro immagine, con l’obiettivo di raggiungere in poco tempo la piena accessibilità per tutti alle moderne tecnologie.

App per non vedenti Android

Una delle prime ad essere lanciata sul mercato per i telefoni per non vedenti Android è stata Strillone, frutto dell’impegno di Informatici Senza Frontiere ONLUS.
Strillone è una app per ipovedenti gratuita che consente all’utilizzatore la navigazione sulle pagine web dei quotidiani con la possibilità ascoltare le notizie grazie a un sintetizzatore vocale.
L’interfaccia è geniale nella sua essenzialità: ai quattro angoli del display touchscreen sono posizionati altrettanti riquadri, ciascuno dei quali consente di consultare un menù di sezioni costituite dai contenuti della rivista o del giornale preferito.
Si sfrutta in sostanza la struttura “ad albero rovesciato” dei giornali: ciascuno di essi è da intendersi come la “radice” un albero, e optato per uno in particolare si passa ai vari “rami” (le sezioni cronaca, sport, politica, costume, attualità…) e, infine, alle “foglie”, ovvero i singoli articoli della sezione scelta.
Compatibile con la maggior parte degli Screen Reader dei cellulari per non vedenti, oltre ai dispositivi Android, Strillone è disponibile sul Play Store di Google ed è consultabile via internet da qualsiasi pc desktop
Entro breve tempo è previsto anche il lancio di una versione iOS per gli Iphone per non vedenti della Apple.

Applicazioni Iphone per non vedenti

Altra app in grado di rivelarsi prezioso ausilio per le persone non vedenti e ipovedenti è senza dubbio AriadneGPS, che consente in tempo reale di rendere nota all’utilizzatore (anche attraverso VoiceOver) la propria posizione e di monitorarla costantemente lungo il tragitto, con possibilità di essere informato sui cambiamenti legati alle vie, i numeri civici, la presenza di lavori in corso od ostacoli, incroci, ecc.

Attraverso una vibrazione (o, in alternativa, un suono o un segnale vocale) del proprio cellulare per non vedenti è possibile anche essere informati dell’arrivo di un autobus o di un treno, così come si possono memorizzare luoghi preferiti.
In particolare, scorrendo il dito sopra la mappa corrispondente alla zona percorsa, è possibile far mente locale ascoltando i nomi delle vie e i relativi numeri civici.
Disponibile per iPhone e iPad, AriadneGPS sfrutta le informazioni del gps e di un server remoto (attualmente trattasi di Google).

Cellulare per ipovedenti: App per Iphone e Android

Un’altra applicazione che trasforma un telefono per non vedenti in un valido strumento utile ad una persona che ha perso la vista, è sicuramente Be My Eyes una applicazione ideata dal danese Hans Jørgen Wiberg, Be My Eyes è una applicazione il cui punto di forza non è tanto l’alto livello tecnologico raggiunto, quanto piuttosto quello della solidarietà e della voglia di dare una mano d’aiuto ai meno avvantaggiati (lo stesso Wiberg è nato con gravi problemi di vista, che si sono nel tempo acuiti fino a tradursi quasi in cecità).
In sostanza, quando la persona non vedente o ipovedente si trova in situazioni di difficoltà, lancia il suo “sos” attraverso la app. Questo verrà raccolto da uno a caso degli iscritti all’apposito social network, naturalmente vedente, che si metterà a disposizione per, ad esempio, dare indicazioni sulla via da imboccare, sulla collocazione dei prodotti negli scaffali dei supermarket, sulla scadenza dei generi alimentari, ecc.
L’applicazione riversa il video ripreso dalla fotocamera del cellulare per non vedenti dell’utente sul display del “collega” volontario, che può così rispondere alle domande proprio come accadrebbe nell’ambito di una comune videochiamata via Facetime o Skype. Il telefono parlantepermetterà così alla persona non vedente di districarsi sfruttanto la vista del volontario che potrà così guidarlo.
Per non correre il rischio di perdite di tempo o di scherzi di dubbio gusto, al termine dell’operazione entrambi i soggetti interessati potranno dare un voto alla funzionalità dell’applicazione ovvero segnalare eventuali disfunzioni.
Spiega Hans Jørgen Wiberg: “L’idea mi è balenata nel corso della mia attività di aiuto ai non vedenti della mia città, quando uno di loro ha detto: Se potessi avere solo per cinque minuti al giorno gli occhi di una persona sana, la mia vita migliorerebbe notevolmente”.
L’applicazione è disponibile per smartphone per non vedenti iPhone e Android.
E per chi è solito dire di “non avere il tempo” di aiutare gli altri, grazie ad applicazioni come Be My Eyes oggi non ci sono più scuse.

Agevolazioni Internet per disabili

Oltre alla legge 104 lo Stato Italiano prevede agevolazioni per le persone appartenenti alle categorie protette o con disabilità e sgravi IRPEF e IVA per l’acquisto di ausili tecnici e informatici, compreso l’abbonamento a Internet. In particolare l’acquisto di sussidi tecnici e informatici prevede un’aliquota IVA agevolata al 4% anziché quella ordinaria al 22% e l’obiettivo è assicurare l’autosufficienza e l’integrazione del disabile come previsto dall’art. 3 legge n. 104 del 1992.
Oltre all’acquisto di dispositivi informatici come PC, smartphone e tablet si prevede che il sussidio vada applicato anche ai servizi di connessione a banda larga, soprattutto per coloro che soffrono di menomazioni permanenti o durature alla vista o all’udito.
Gli obiettivi di tale agevolazione sono, infatti, i seguenti:

  • facilitare la comunicazione interpersonale;
  • facilitare l’elaborazione scritta o visiva delle informazioni;
  • agevolare l’accesso all’informazione e alla cultura.

In particolare, la Circolare n.55/2001 chiarisce come anche i costi di abbonamento a servizi con tali finalità possano portare alla detrazione IRPEF al 19% e IVA al 4%, ad esempio quando si parla di abbonamento al soccorso rapido telefonico, il tasto SOS che agevola l’intervento a supporto di anziani e persone non vedenti. Un unico chiarimento: tra le forme di disabilità che possono dare accesso a tale agevolazione ci sono solo il fatto di essere non vedenti, non udenti o avere altra menomazione fisica, mentre sono escluse la disabilità intellettiva e psichica, a meno che non sia coesistente ad altra forma di disabilità motoria, visiva, uditiva o del linguaggio.

Agevolazione IVA 4% per l’acquisto di telefoni per non vedenti

Ad oggi le persone con disabilità visiva ovvero non vedenti e ipovedenti possono acquistare sussidi tecnici informatici con iVA agevolata al 4% anziché al 22%. In particolare con il termine “sussidio tecnico informatico” ci si riferisce ad una tecnologia meccanica, elettronica o informatica appositamente progettata per facilitare la comunicazione personale e l’elaborazione scritta o grafica al fine di agevolare l’accesso all’informazione e alla cultura alla persona disabile o limitata da menomazioni visive, uditive o del linguaggio.
Non significa, però, che tutti i titolari della legge 104 possano ottenere questo vantaggio, dato che il sussidio tecnico informatico deve essere un reale aiuto per la persona con disabilità, come nel caso del telefono per non vedenti, del cellulare per non vedenti o dello smartphone per non vedenti. Per ottenere l’IVA agevolata al 4% bisognerà, infatti, presentare due documenti:

  • copia del certificato che attesta l’invalidità permanente, anche senza la condizione di gravità descritta dall’art. 3 comma 3 della legge 104;
  • prescrizione rilasciata dal medico della ASL, che attesta il collegamento tra la forma di disabilità e il sussidio tecnico informatico da acquistare.

Il consiglio, prima di procedere all’acquisto di un cellulare per non vedenti o ipovedenti, è quello di rivolgersi alla ASL di appartenenza per richiedere il certificato sopra descritto e, se concesso, allora si avrà diritto ad acquistare il telefono per disabili con l’IVA agevolata al 4%.
Update 12-09-2019
Inseriti alcuni nuovi modelli di smartphone adatti per i non vedenti e integrato il testo dell’articolo con alcune considerazioni sui pro e i contro di questi dispositivi.
(Contactsri.it)

QUIETUDE: TECNOLOGIA E DESIGN IN UNA APP PER LE DONNE SORDE

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La linea di accessori è stata sviluppata al Santa Chiara FabLab dell’Università di Siena

La linea di accessori QUIETUDE, soluzione wearable technology per donne con sordità, è stata sviluppata insieme a Glitch Factory e al Santa Chiara FabLab dell’Università di Siena.
Ne parliamo con Giovanni Luca Daino, Amministratore Delegato di T4All, realtà nata come spin-off del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Siena e dal 2010 incubata presso la Fondazione Toscana Life Sciences.

Che cos’è e come nasce QUIETUDE?
QUIETUDE è una collezione di gioielli interattivi pensati per migliorare la qualità di vita delle donne sorde in un mondo orientato al suono. Gli accessori sono infatti in grado di rilevare, filtrare e riconoscere i suoni ambientali per poi tradurli in variazioni di forma, pattern luminosi e vibrazioni. Indossando gli accessori, le donne sorde possono dunque percepire i suoni attraverso il proprio corpo. Mediante un’applicazione mobile collegata in modalità wireless ai gioielli, QUIETUDE garantisce all’utente ampia libertà di personalizzazione, consentendo la registrazione dei suoni che si desidera siano notificati e selezionando il pattern sensoriale che sarà attivato ogni qual volta quello specifico suono sarò rilevato. Sarà dunque possibile rilevare, ad esempio, segnali di emergenza in ufficio o in strada, così come il passaggio di un’ambulanza, il citofono di casa, o il suono del forno. Ciascuno di questi suoni sarà tradotto in una esperienza sensoriale diversa e personalizzata, sotto forma di segnale luminoso, di vibrazione o attraverso una variazione di forma.
QUIETUDE nasce da una sinergia di due piccole aziende senesi, T4All e Glitch factory, e il laboratorio di fabbricazione digitale (Santa Chiara FabLab) dell’Università di Siena, in risposta ad un bando di finanziamento Comunitario (WEAR Sustain) nel quadro della ricerca finanziata europea del programma Horizon 2020.

L’idea, oltre che su aspetti di carattere sociale e di design, poggia sulle caratteristiche altamente tecnologiche di questi oggetti. Quale è stato il contributo del team di T4ALL alla realizzazione del progetto?
Unitamente agli aspetti di interaction design per la disabilità, QUIETUDE introduce caratteristiche fortemente innovative anche sotto il profilo tecnologico, rispetto al quale hanno trovato larga applicazione le pregresse esperienze aziendali delle due business unit di T4All “Web & Mobile” e “Digital Health”. T4All ha infatti contribuito al progetto per tutto ciò che afferisce agli aspetti funzionali della soluzione proposta, con particolare riferimento alle tecnologie di riconoscimento e controllo dei segnali audio in ingresso, e alla personalizzazione dell’esperienza d’uso mediante un’applicazione mobile dedicata.

Come funziona la APP che supporta gli accessori QUIETUDE?
L’applicazione mobile QUIETUDE, disponibile per i sistemi operativi iOS e Android, consente di creare una personale libreria di suoni di interesse, di riconoscere e filtrare le frequenze, e di personalizzare le notifiche sui gioielli (ad esempio l’intensità del suono, della vibrazione ecc.).
Creata la libreria di suoni e il pattern multisensoriale ad esso associato, l’app resta in ascolto dei segnali ambientali. Qualora uno dei suoni di interesse fosse percepito nell’ambiente (ad esempio il passaggio di un’ambulanza), l’applicazione notificherà agli attuatori posti sui gioielli (servomotori, led e elementi vibranti) il pattern da riprodurre.
L’utente sarà dunque in grado di riconoscere con semplicità, mediante una stimolazione visiva o tattile, ciò che sta accadendo intorno a lei e che la limitazione uditiva non le consentirebbe di percepire.

Si parla spesso di tecnologie assistive e wearable technology. Quanto la tecnologia può risultare determinante nel permettere una migliore qualità di vita e che ruolo ha il design nel favorirne usabilità e piacevolezza?
I continui sviluppi delle tecnologie assistive e indossabili hanno prodotto un sensibile e progressivo miglioramento della qualità di vita degli individui. E questo è tanto più vero con riferimento a soggetti fragili o affetti da disabilità di diversa natura.
Da professionisti del comparto tecnologico, non si può però fare a meno di osservare che, nella maggior parte dei sussidi medici commerciali, gli aspetti funzionali sono più rilevanti dei fattori sociali ed estetici. L’approccio convenzionale è infatti quello per cui si ritiene sufficiente lo sviluppo di una soluzione tecnologica che compensi una disabilità senza alcuna attenzione a quanto afferisce agli aspetti estetici e all’accettabilità della soluzione da parte dell’utente.
QUIETUDE mira a bilanciare la relazione tra un approccio funzionale alla disabilità e un’esplorazione etica ed estetica delle tecnologie che supportano le disabilità. La scelta delle donne come principali interlocutori e utenti nell’ambito del di progetto nasce proprio dall’accettazione di questa sfida, coinvolgendo una collettività di donne di età diversa con disabilità uditiva, che hanno guidato l’intero processo di selezione delle forme, delle dimensioni e dei materiali da utilizzare (integralmente riciclati e 100% sostenibili).
Il risultato è una collezione di gioielli perfettamente rispondenti alle esigenze funzionali ma altrettanto rispettosa delle aspettative estetiche delle donne. La collezione QUIETUDE è infatti costituita da accessori eleganti e volutamente vistosi, che possano essere orgogliosamente indossati.

Ci saranno sviluppi futuri per questo progetto?
L’attuale livello di maturità della soluzione QUIETUDE, certificata dal progetto europeo a TRL7 (Technology Readiness Level 7: Dimostrazione di un prototipo di sistema in ambiente operativo), sarà oggetto di ulteriori sviluppi nei mesi a venire.
Il primo e naturale step sarà l’estensione dello stesso impianto tecnologico a beneficio di uomini sordi, con la creazione di una collezione di accessori maschili sensorizzati (cinture, gemelli per camicia, portacravatta ecc.)
Ma il mercato potenziale della soluzione QUIETUDE è ben più ampio, dal momento che la tecnologia è modulare e scalabile e, pertanto, i singoli moduli possono essere integrati nell’ambiente (la casa, l’ufficio o l’automobile). La prossima sfida per i nostri ingegneri e per tutto il team di QUIETUDE sarà dunque quella dello sviluppo di accessori di design per la casa e per l’auto, ottimizzando il framework tecnologico già disponibile a beneficio di un bacino di utenza sempre più ampio.
Per supportare questi sviluppi stiamo già lavorando per stabilire relazioni con potenziali investitori (Business Angels, fondi di Venture Capital e partner industriali) da inserire nel team. A tael scopo guardiamo con soddisfazione ai brillanti riscontri ricevuti da QUIETUDE nei principali eventi espositivi di settore in giro per l’Europa, dalla Biennale di Firenze al “MakeToCare” di Roma, dal “Future Fest” di Londra ad “Ars Electronica” di Linz, fino alla principale vetrina di progettualità europea “ICT 2018: Imagine Digital” di Vienna.
T4All si occupa di progettazione e sviluppo di soluzioni di Information Technology anche nell’ambito healthcare. Per maggiori informazioni sul progetto.

QUIETUDE: http://www.quietude.it/

(oksiena.it)

DSA e tecnologia: i quattro software più noti che aiutano l’apprendimento

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Oggi esistono in commercio numerosi software che permettono di supportare gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Tuttavia, è necessario che siano inseriti in una progettazione didattica ben organizzata

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) riguardano molti dei nostri studenti. Tuttavia, se negli anni passati riuscire a soddisfare le loro esigenze di apprendimento risultava più difficile, oggi la tecnologia offre un valido supporto per l’apprendimento. Tuttavia, va saputa gestire con consapevolezza e creatività.

Cosa sono i DSA?

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento? Nei DSA rientrano quattro tipologie di disturbo. La dislessia è il disturbo specifico che riguarda la lettura. I ragazzi dislessici faticano a leggere in modo fluido e corretto. Spesso confondono le lettere simili, ne aggiungono o ne tolgono. Il disturbo nell’eseguire calcoli e compiti di matematica prende il nome di discalculia, mentre per quanto riguarda l’ambito della scrittura si possono individuare altri due disturbi specifici: la disgrafia e la disortografia. La disgrafia comprende la difficoltà di scrivere in modo fluido e regolare; per esempio le frasi sul foglio sono scritte in modo irregolare, con le righe ‘storte’. La disortografia, invece, riguarda gli errori ortografici veri e propri. Chiaro che per essere considerati DSA, questi disturbi non devono essere correlati ad altre patologie, disabilità intellettive e a problematiche visive o uditive, né a difficoltà dovute, per esempio, all’apprendimento di una nuova lingua da parte di studenti trasferiti da altre nazioni.

Tecnologia e DSA, un mondo da scoprire

Se fino a pochi anni fa, i DSA potevano essere gestiti esclusivamente con strumenti di carattere non tecnologico (per esempio tabelle compensative), oggi la tecnologia offre grandi opportunità per supportare gli studenti. Già lo psicologo statunitense comportamentista Burrhus Skinner parlava di ‘macchine per insegnare’ e dei loro vantaggi, fra i quali l’individualizzazione dell’insegnamento e i ritmi personalizzati. Audiolibri, sintesi vocali, sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri e mappe multimediali sono solo alcuni degli strumenti che possono essere messi a disposizione degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. L’alta tecnologia permette di gestire le informazioni in modo rapido e visuale, sfruttando i vari stili di apprendimento e canali di accesso all’informazione stessa. I vari strumenti devono però essere utilizzati con consapevolezza da parte degli insegnanti e devono essere scelti in base a specifici criteri, quali per esempio l’accessibilità, la chiarezza della sintesi vocale e la possibilità da parte dello studente di avere un ruolo attivo per affrontare lo studio nei vari ambienti digitali di apprendimento.

Viaggio fra i software che supportano i nostri studenti

Ma quali sono i software più noti? Fra i principali, non si può non menzionare SuperQuaderno (prodotto da Anastasis). È in sostanza un editor di testi digitale efficace nella lettura e scrittura. ‘SuperQuaderno’ mette a disposizione numerose funzionalità, fra le quali immagini associate al testo, correttore ortografico, ambiente per gestire i PDF lettura parola per parola, sintesi vocale con la possibilità di evidenziare il testo e calcolatrice parlante integrata. Inoltre, permette il passaggio da testo a mappe concettuali, molto utili nel campo dei DSA.
Sempre di Anastasis, ricordiamo GECO: il programma supporta gli studenti dai 5 ai 12 anni con mappe, suoni, immagini associate al testo, sintesi vocale e calcolatrice. Gli ambienti di lavoro possono essere utilizzati insieme o singolarmente.
Altro software per i ragazzi un po’ più grandi è Personal Reader, un lettore di testi digitali su chiavetta USB. Anche questo strumento offre varie funzionalità, fra le quali la calcolatrice parlante, un ambiente per lavorare sui PDF, prendendo appunti, evidenziando o estrapolando le informazioni principali. Inoltre, trasforma il testo in file audio.
Altro innovativo software è ALFa READER (Erickson). Anche questo software è su chiavetta USB, permette fra le altre cose di leggere i testi con voce sintetica ed effetto ‘karaoke’ al ritmo più congeniale per lo studente, ha il correttore ortografico, un ambiente di studio PDF e la sintesi vocale permette di leggere parole, frasi o lettere singole. Ci sono anche software per creare mappe, per esempio SuperMappe. Va specificato che questi sono solo alcuni esempi dei software disponibili e che ci sono anche software gratuiti, anche se presentano spesso funzionalità più limitate.

DSA, tra tecnologia e creatività

Insomma, la tecnologia di certo aiuta gli studenti con DSA nel loro percorso di apprendimento grazie a un accesso alle informazioni attraverso una molteplicità di canali e modalità che supportano il recupero e l’apprendimento delle informazioni, riducendo lo sforzo e quindi lasciando energia utile per il ragionamento. La tecnologia da sola, però, non basta. È necessario che gli insegnanti e chiunque sia coinvolto nel progetto educativo inseriscano gli strumenti tecnologici in una progettazione organizzata e ben pianificata, che tenga conto di obiettivi ben definiti e incentrati sulle potenzialità di ogni singolo studente, con una buona dose di creatività!

(ischool.startupitalia.eu)

Netflix Eye Nav: interagire con l’app utilizzando il movimento degli occhi

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Netflix ha pubblicato le novità presentate durante l’ultimo Hack Day, stimolante evento in cui i dipendenti dell’azienda espongono idee e presentano progetti basati su nuove tecnologie.

Oltre al Jump to Shark, simpatica feature che permette di passare direttamente alle migliori scene di un film cliccando sull’apposito tasto, la novità più interessante che è stata mostrata è certamente Eye Nav. Questa, sviluppata con ARKit di Apple, sfrutta il Face ID degli iPhone di ultima generazione per controllare i movimenti degli occhi e del viso, trasformandoli in comandi per l’app di Netflix.

Come potete vedere nel filmato disponibile qui sotto, basterà muovere gli occhi per spostare il cursore (pallino giallo) sul display e mantenere lo sguardo fermo per effettuare un “tocco“. Per chiudere una pagina o tornare a quella precedente si dovrà, invece, tirare fuori la lingua.

Tale soluzione risulta essere molto interessante soprattutto perché consentirebbe l’utilizzo di Netflix o di altre app anche a persone con importanti disabilità. Benché non vi sia alcuna certezza che questa tecnologia venga realmente implementata in software ufficiali, gli stessi sviluppatori sono fiduciosi in tal senso e auspicano che possa diventare parte integrante delle future API dedicate all’accessibilità.

Vi lasciamo al breve video

(apple.hdblog.it)

Muoviti in libertà, l’app messinese dedicata alle persone con disabilità

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Muoviti in libertà è un’app messinese nata nel 2015 che consente alle persone con disabilità di cercare e trovare in breve tempo un assistente personale.

Il progetto è iniziato nel 2010 nell’ambito di un Dottorato in Management presso l’Università Cà Foscari di Venezia ed è stato possibile grazie ad una campagna di raccolta fondi online tramite la Piattaforma Produzioni Dal Basso.

Muoviti in libertà è stata presentata lo scorso 26 marzo presso Palazzo Zanca nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Messina Nina Santisi e la responsabile del progetto Tiziana De Maria.

Il progetto consiste nel creare un’applicazione scaricabile da qualsiasi dispositivo mobile con una connessione a Internet e di una piattaforma web che consentano alle persone con disabilità di scegliere un assistente personale ”dove e quando serve”.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Una volta effettuato l’accesso basterà inserire la propria richiesta di assistenza sulla piattaforma in modo tale che gli assistenti collegati potranno rispondere. Una volta terminato il procedimento l’utente potrà scegliere il professionista che preferisce in base alle sue esigenze.

Muoviti in libertà è davvero utile, soprattutto nel caso una persona affetta da disabilità per svariati motivi si trovasse fuori casa. Grazie a questa innovativa applicazione sarà possibile trovare un assistente in modo semplice e veloce lontano dal proprio luogo di residenza.

L’applicazione in questione è molto apprezzata da suoi utenti e ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio Gaetano Marzotto. Nel luglio dello scorso anno è stata, infatti, selezionata tra 500 applicazioni come miglior progetto.

Muoviti in libertà è ancora in fase di miglioramento. Gli sviluppatori stanno lavorando alla sperimentazione di un progetto pilota in alcune delle principali città italiane. Per rendere possibile tutto questo è necessario l’aiuto dei cittadini. Come accennato prima tramite la Piattaforma Produzioni Dal Basso sarà possibile finanziare il progetto: l’obiettivo è raggiungere la somma di 20000 euro. Si auspica nella buona riuscita di questo nobile intento.

Per maggiori informazioni:

https://www.produzionidalbasso.com/project/muoviti-in-liberta/

(liberopensiero.eu)

Il progetto “inSUPERabile Catania”

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Il progetto “inSUPERabile Catania” è stato ideato da Manuele Gaetano G. D., dottore di ricerca in architettura, in risposta ad una call dell’INU, Istituto Nazionale di Urbanistica, dal titolo PROGETTO PAESE CITTÀ ACCESSIBILI A TUTTI Buone pratiche delle città accessibili a tutti, che invitava i progettisti a descrivere soluzioni che potessero migliorare l’accessibilità delle città.

inSUPERabile Catania” è un progetto che vuole dimostrare come “dal basso”, a costo zero e sfruttando i social network, si possano coinvolgere i cittadini nella segnalazione delle barriere architettoniche a Catania.

“inSUPERabile Catania” è infatti un gruppo Facebook nel quale chiunque può segnalare problemi legati all’accessibilità urbana per i disabili ed ottenere punti a seconda del tipo di criticità che evidenzi.

Il positivo confronto, anche “competitivo”, che si crea tra gli utenti, grazie alla possibilità di incrementare il proprio punteggio e vincere qualche simbolico premio, ha lo scopo di promuovere la partecipazione anche a soggetti meno attenti ai temi affrontati.

Il progetto, nel suo sviluppo, ha visto anche la realizzazione di passeggiate di quartiere per segnalare le barriere architettoniche di alcuni siti d’interesse storico ed archeologico e dei percorsi che li collegano.

Nell’ambito del progetto inoltre è stata lanciata una “call for paper” in cui s’invitano progettisti a proporre soluzioni che possano migliorare la qualità della vita, in ambito urbano, dei disabili a Catania.

Nel convegno realizzato a Giugmo 2017 sono stati relazionati i risultati del progetto e sottoposti i contributi pervenuti per la “call” alla visione dell’amministrazione comunale.

Alle diverse iniziative del progetto, a vario titolo e con compiti differenti, collaborano alcune associazioni operanti sul territorio di Catania, rappresentanti del mondo accademico ed istituzionale.

Un approfondimentio sul progetto

Il progetto ha visto dunque la creazione di un gruppo Facebook dal titolo “inSUPERabile Catania” in cui i cittadini potessero segnalare barriere architettoniche presenti a Catania.

Sfruttando l’elemento del gioco, si è pensato di attribuire punteggi alle diverse tipologie di segnalazione.

Nel dettaglio:

Fig.1_Tabella con punteggi presente nel gruppo Facebook “inSUPERabile Catania”

La sana competizione che si crea grazie allo “score” mira a stimolare i cittadini meno sensibili alla tematica a divenire protagonisti dell’iniziativa.

La richiesta, (presente nelle 5 regole), di “taggare” gli amministratori locali, consente inoltre di evidenziare ad essi i problemi affinché intervengano.

La realizzazione di classifiche periodiche, con piccoli premi in palio, costituisce un piccolo incentivo e riconoscimento per chi si spenda per la propria comunità.

Il controllo dei punteggi viene affidato alla comunità del gruppo, ciò limita i compiti degli amministratori e responsabilizza ogni utente facendolo sentire parte fondamentale del progetto.

Le regole per le segnalazione sono state strutturate in 5 semplici azioni, ovvero:

Fig.2_Le cinque semplici regole presenti nel gruppo Facebook “inSUPERabile Catania”

Scopo del progetto è anche educare la comunità sul fatto che l’abbattimento delle barriere architettoniche sia importante non solo per i disabili ma per tutti.

La presenza di uno scivolo è fondamentale anche per chi si sposti con un passeggino o un trolley, esso riduce i pericoli d’inciampo, etc.

Il gruppo, attraverso appositi post, ha sensibilizzato sul fatto che creare luoghi fruibili da tutti sia importante non solo per abbattere le barriere “fisiche” ma soprattutto quelle “sociali”. Un luogo frequentato determina socialità, aumenta la vitalità di un quartiere, facilita i rapporti interpersonali e riduce fenomeni quali l’emarginazione e l’isolamento.

Svolgimento dell’iniziativa:

Il gruppo è stato aperto al pubblico il 27/01/2017.

Al 27/02(2017, in un mese, ad iniziativa in pieno svolgimento, risultavano:

– 5.108 iscritti al gruppo

– effettuate 126 segnalazioni di barriere architettoniche (pari a 455 punti)

– pubblicati 170 post

– scritti 161 commenti

– caricate 130 foto dai membri

Il 25 Febbraio 2017, nell’ambito del progetto, è stata realizzata una passeggiata di quartiere, coinvolgendo diverse associazioni, che ha toccato alcuni siti di rilevanza archeologica del centro.

Grazie alla presenza di una guida turistica e di disabili, si sono evidenziate le difficoltà per fruire i beni da parte di chi abbia deficit motori e visivi.

Sono state realizzate dirette video della passeggiata che sono state condivise in tempo reale nel gruppo Facebook.

Una seconda passeggiata è stata realizzata il 18 Maggio toccando il Castello Ursino, il monastero dei Benedettini e le terme della Rotonda.
Anche in questìoccasione sono state realizzate delle dirette video e sono state evidenziate le difficoltà nell’accessibilità dei siti storici e dei percorsi che li collegano. (Per maggiori info CLICCA QUI)

Esempio

Le segnalazioni pervenute al gruppo Facebook sono state geolocalizzate attraverso un form realizzato dall’ing. Giuffrida Nadia del dipartimento Dicar dell’università di Catania.