Così i non vedenti possono riscoprire i monumenti

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Conoscere l’arte toccandola con mano”. È questa la sfida di Tooteko, startup culturale innovativa che ha sviluppato un nuovo metodo d’apprendimento basato su tatto e udito. Tooteko è, infatti, il nome del dispositivo che consente di conoscere la storia di un monumento semplicemente toccandolo: il tutto, grazie ad un anello hi-tech al cui interno è montato un sensore che legge i tag NFC (Near Field Communication, la stessa tecnologia che utilizziamo quando facciamo pagamenti con il cellulare). Il sistema è stato recentemente impiantato anche all’Ara Pacis di Roma, dove non vedenti e ipovedenti possono conoscere la storia del monumento su una traccia audio archiviata su un’App.

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Il futuro? “Creare una rete di musei – racconta Serena Cuffato, architetto del team di Tooteko – , per allargare il pubblico e dare a tutti la possibilità di godere dell’arte”.

(West-info)

Arte e disabilità, al via primo festival

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Suonare senza note, creare strumenti e ausili di design

Concerti accompagnati da fragranze pensate appositamente per i live, da traduzione LIS simultanea e da un ‘Dark Front of Stage‘ che permette di sperimentare l’ascolto al buio: li propone, il prossimo 11 settembre, #ètuttodiverso, il primo festival dedicato al dialogo tra disabilità e arte, che si terrà alla cascina Bellaria di Milano.

Tra gli appuntamenti, il workshop di ‘Figurenotes‘, un nuovo sistema di notazione dove il pentagramma e le note sono sostituiti da un sistema di simboli di forme, lunghezza e colori diversi. E poi un laboratorio musicale dove inventare, progettare, suonare uno strumento musicale elettronico abbastanza semplice da essere suonato da una persona con disabilità. In mostra in cascina anche ausili di design che consentono un miglioramento nella qualità della vita di bambini con disabilità, progettati dagli stessi bambini e dalle loro famiglie. Il ricavato sarà devoluto all’Associazione Atlha aps, che promuove il tempo libero, vacanze e viaggi per giovani disabili.(ansa)

Disabilità, disegni di tutto il mondo: 1.500 opere arrivate all’Onu

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Grande successo per la campagna #DrawDisability, lanciata dalle Nazioni Unite. I disegni sono stati esposti già in Corea e saranno in mostra a New York, dal 9 all’11 giugno, alla Conferenza degli stati della Convenzione Onu. C’è tempo fino al 15 luglio

Quasi 1.500 disegni per raccontare la disabilità, vista dai bambini e dai ragazzi: grande successo per la campagna “#DrawDisability”, lanciata nel dicembre scorso dalle Nazioni Unite (Prima iniziativa di Educazione globale del Segretariato generale, insieme a Osservatorio globale per l’inclusione). Un vero e proprio progetto artistico, oltre che un modo per incoraggiare il dialogo e incrementare la consapevolezza sulla disabilità e le tematiche a questa collegate, tra studenti e insegnanti. 

I bambini e i ragazzi di tutte le scuole del mondo, dalle elementari alle superiori (6-17 anni), sono stati invitati a rappresentare attraverso il disegno la disabilità, motoria, intellettiva o sensoriale. E in tanti hanno finora risposto all’invito, che è aperto fino al 15 luglio. Circa 750 disegni sono arrivati, fino ad oggi, dai bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni e pochi di meno dai ragazzi più grandi. I primi disegni sono stati esposti nei giorni scorsi, ad Incheon, in Corea del Sud, durante il World education forum, mentre la seconda esposizione avverrà a New York, dal 9 all’11 giugno, in occasione della Conferenza degli Stati parte della Convenzione. Dopo il 15 luglio, inizierà la selezione di tutti i disegni pervenuti: le 30 opere finaliste saranno esposte durante la 70a Assemblea generale delle Nazioni Unite. 

 “Il punto di vista dei bambini – spiegano i promotori – può mettere in evidenza le difficoltà e le sfide, così come i risultati e i successi che le persone con disabilità hanno incontrato e raggiunto nelle proprie comunità. Ci si aspetta che i disegni attivino ulteriori discussioni sull’inclusione delle persone con disabilità nelle diverse parti del mondo”. 

DRAWDISABILITY EXIBITION – VIDEO

Punto di riferimento e ispirazione della campagna è la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, rispetto alla quale, evidenziano i promotori, “molto resta ancora da fare. Tante persone con disabilità – spiegano – non hanno ancora la possibilità di far valere i propri diritti umani fondamentali, tra cui quello all’istruzione”. Ci sono infatti 58 milioni di bambini che non hanno accesso alla scuola: e la disabilità è una delle ragioni di questa esclusione. Le società devono creare un ambiente inclusivo e accogliente e sviluppare i valori della tolleranza, dell’empatia e del rispetto- spiegano gli organizzatori – Un modo per portare avanti questa prospettiva è quello di coinvolgere attivamente la comunità scolastica ricorrendo a una forma creativa di espressione, come l’arte del disegno. Se i bambini e i giovani sono informati e motivati rispetto al tema della disabilità, le loro percezioni e le azioni saranno in grado di cambiare la vita di milioni di persone, soprattutto di quelle con disabilità in tutto il mondo, sfidando stereotipi e atteggiamenti radicati . L’arte – concludono i promotori – è uno strumento narrativo per il cambiamento sociale”.Tutti i disegni sono pubblicati nel sito dedicato all’iniziativa.
(redattoresociale.it)

di Giovanni Cupidi

Tre fotografe mettono in mostra la disabilità nell’ambito della Città visibile

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Resterà aperta sino al 9 novembre la mostra fotografica allestita nell’ambito della Città Visibile a Follonica che vede esposte le opere di tre fotografe follonichesi sul tema “l’invisibilità delle persone diversamente abili”. Le foto mostrano solo una carrozzella “vestita” e in diversi momenti o situazioni immaginate della vita di una persona con disabilità motoria. Quasi mai si guarda veramente la persona, la sua personalità, ma la sua disabilità puntando sempre gli occhi sulla carrozzella.

Francesca Manetti, Elena Biagetti e Monica Iacopini, le giovani fotomamatrici sono riuscite in modo avanguardistico ad “inquadrare” la persona, facendola incarnare, utilizzando solo degli accessori. Un gioco di emozioni e scatti attraverso la Maremma. Un lavoro molto particolare e delicato che è il primo in Italia ad essere realizzato. «Ringrazio, come disabile, come persona impegnata nell’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali, e, membro fondatore della Fondazione Il Sole Francesca, Elena e Monica per il grande generosità e professionalità donata per migliorare la cultura per la qualità della vita delle persone diversamente abili. – ha affermato Lorella Ronconi che conclude – Una mostra assolutamente da non perdere».
(ilgiunco.it)

di Giovanni Cupidi

CINEMA ARTE TEATRO UN FUTURO SEMPRE PIÙ ACCESSIBILE? TORINO, L’EUROPA E OLTRE

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Giornata di Studio promossa dalla Fondazione Carlo Molo Onlus 
Giovedì 6 marzo 9.00 – 17.30
Centro Incontri Regione Piemonte Torino – Corso Stati Uniti 23
Questa giornata di studio intende proporre una riflessione finale rispetto alle iniziative sviluppate in seno al progetto Torino + Cultura Accessibile e un’apertura, da Torino verso l’Europa, uno sguardo sul mondo in chiave accessibile, per oggi ma soprattutto per il futuro. L’esperienza, innovativa, creativa e stimolante di Torino + Cultura Accessibile  vuole essere un punto di partenza e non di arrivo, muovendosi tra il mondo del cinema, del teatro e dei musei e la loro resa accessibile. E ipotizzando nuove sinergie, nuove modalità e opportunità di fruizione, verso una reale e crescente inclusione delle persone con disabilità nella vita culturale del nostro paese e oltre.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
h 9.00 saluti
h 9.30 COM’È NATO IL PROGETTO “TORINO + CULTURA ACCESSIBILE”. L’ESPERIENZA E I                 PROTAGONISTI. introduzione Fondazione Carlo Molo Onlus
h 10.00 LEGISLAZIONE E FONDI EUROPEI PER L’ACCESSIBILITÀ: PASSATO E FUTURO INGHILTERRA ED EUROPA. Pilar Orero (Universitat Autonoma de Barcelona / ITU-T United Nations)
h11.00 pausa
h 11.30 I MUSEI TORINESI, L’ACCESSIBILITÀ E PERCORSI SENSORIALI: ESPERIENZE DAL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA E CASTELLO DI RIVOLI MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA. Donata Pesenti Campagnoni (Vice Direttore/ Conservatore capo Museo Nazionale del Cinema) e Brunella Manzardo (Coordinamento Accessibilità, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea)
Pranzo
h 14.00 NUOVI PERCORSI DELL’ACCESSIBILITÀ: RICERCA E PRATICA INGHILTERRA ED EUROPA. Pablo Romero Fresco (Roehampton University, London)
h 15.00 LA RICERCA DÀ LA PAROLA AGLI UTENTI: STUDI SULLA RICEZIONE DI AUDIO DESCRIZIONE E AUDIO INTRODUZIONE PER IL CINEMA. Elena Di Giovanni (Università di Macerata) e SubTi
h 15.30 L’ACCESSIBILITÀ È ACCESSIBILE! UNO SGUARDO AI COSTI E TEMPI DI REALIZZAZIONE. Federico Spoletti SubTi Ltd, SubTi Access
h 16.00 pausa
h 16.30 TAVOLA ROTONDA – DAL PRESENTE AL FUTURO: LA SFIDA E L’IMPEGNO NELL’ACCESSIBILITÀ. TORINO + CULTURA ACCESSIBILE: REALIZZATORI, FRUITORI E AUTORITÀ LOCALI A CONFRONTO. Moderatrice Elena Di Giovanni
Contributi video: -ACCESSIBILITY FOR THE DEAF IN THE USA: HISTORY, PRESENT, FUTURE di Andrea Saks (ITU-T) -ACCESSIBILITY FOR LIVE SHOWS IN THE UK di Louise Fryer -NINA di Elisa Fuksas
h 17.30 Conclusioni finali
*** *** *** ***
Torino + Cultura Accessibile – Giornata di Studio Secretary and Organization Fondazione Carlo Molo onlus, Torino
Daniela Trunfio – mob. +39.339.6116688 daniela.trunfio@fastwebnet.it Valentina Borsella – tel. +39.011.8171483 progetti@fondazionecarlomolo.it
www.fondazionecarlomolo.it

Strategie pittoriche per superare la disabilità

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Una recente mostra del laboratorio di pittura del Montecatone Rehabilitation Institute di Imola (Bologna)

Come già nel 2011, anche il laboratorio di pittura delMontecatone Rehabilitation Institute – il centro di Imola (Bologna) specializzato nella cura di persone con lesione midollare e/o grave cerebrolesione – entrerà con i suoi artisti – pazienti ed ex pazienti della struttura, nel cartellone di eventi previsti durante la ventiquattresima edizione della Biennale del Muro Dipinto di Dozza (Bologna), in corso fino al 15 settembre, la nota manifestazione che in tanti anni ha già visto decine e decine di pittori lasciare sui muri del piccolo centro emiliano una loro testimonianza, trasformando di fatto il paese in una “galleria d’arte permanente”.
La prestigiosa iniziativa, realizzata dal Comune di Dozza e dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, con la consulenza scientifica del MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna), vedrà infatti anche quest’anno gli artisti lavorare a diretto contatto con il pubblico, che potrà assistere allo sviluppo delle opere, dal muro vuoto al loro compimento.
In tale contesto, quindi, una mostra di opere realizzate, come detto, da pazienti ed ex pazienti dell’Ospedale Montecatone e dal loro maestro d’arte Vincenzo Gualtieri, sarà visibile nei locali della Sala Parrocchiale (con accesso dalla Piazza del Comune), sabato 14 e domenica 15 settembre.Per l’occasione saranno presenti lo stesso Gualtieri eVittorio Menditto – artisti che hanno al proprio attivo varie esposizioni personali e collettive – che potranno spiegare agli intervenuti le strategie pittoriche che hanno adottato per superare la loro disabilità.
(superando.it)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Claudia Corsolini (corsolini@montecatone.com), Massimo Renzi(renzi@montecatone.com).11 settembre 2013

di Giovanni Cupidi

Arte e Disabilità, la bellezza dell’imperfezione alla Biennale di Venezia

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Fino al 29 settembre, in mostra una reinterpretazione del monumento ad Alison Lapper incinta: senza braccia e con le gambe poco sviluppate, è un’artista inglese che usa fotografie, installazioni e pittura per esplorare sé stessa, la propria nudità e il modo in cui la disabilità viene percepita dagli altri
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Una gigantesca e moderna Venere di Milo che dall’Inghilterra approda in Laguna e un’installazione che ha per protagonisti i volti e le voci di chi non siamo abituati ad ascoltare. La disabilità sbarca alla Biennale di Venezia: sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 29 settembre e davanti all’omonima basilica, spazio a Breath (respiro), una reinterpretazione del monumento ad Alison Lapper incinta realizzata dall’artista inglese Marc Quinn in occasione della personale portata in Italia dalla Fondazione Giorgio Cini. Una versione gonfiabile dell’originale – alta 11 metri – che riproduce l’opera installata nel settembre 2005 a Londra, a Trafalgar Square, e che è stata anche al centro della cerimonia di apertura dei Giochi paralimpici 2012.
Una statua che raffigura una persona vera, reale, una donna che ha vissuto con grande coraggio la propria vita e che continua a farlo tuttora. Quinn ha sempre esplorato il corpo umano nel proprio lavoro, inteso spesso come arte di incarnazione. E la scultura della Lapper, che ha posato con il pancione, ne è un esempio: nata senza braccia e con le gambe poco sviluppate, è un’artista inglese che usa fotografie, installazioni e pittura per esplorare sé stessa, la propria nudità e il modo in cui la disabilità viene percepita dagli altri. Cresciuta in un istituto per disabili poi abbandonato all’età di 18 anni per darsi agli studi creativi, nel 1999 ha avuto un figlio. Il suo lavoro, proprio come quello di Quinn, indaga il concetto di fisicità, normalità, deformità e bellezza. (Michela Trigari – SuperAbile Magazine) Comunque la Biennale non è nuova a questo tema.
Nel 1972 Gino De Dominicis espose, pur tra mille polemiche, un ragazzo down seduto su una sedia con una palla e una pietra. Quest’anno “l’handicap” non è più un soggetto/oggetto ma diventa pensiero, parola e immagine grazie a I/O_Io è un altro, progetto sperimentale dell’artista italo-brasiliano César Meneghetti realizzato con i laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio. Fatta di installazioni audio-video, fotografia e performance, l’opera resterà esposta nel padiglione della Repubblica del Kenya, sull’isola di San Servolo, fino al 24 novembre. Il lavoro di Meneghetti è stato premiato dalla Fondazione Biennale di San Paolo e l’anno scorso ha ricevuto il Globo tricolore.

(affaritaliani.it)

“Kilowatt”, il festival che coniuga arte e disabilità

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L’immagine eterea di una donna che volteggia tra coralli e gorgonie su una sedia a rotelle, immersa nelle acque turchesi di un mare tropicale è il simbolo potente dell’ undicesima edizione di Kilowatt, festival ad alto tasso “energetico” della scena contemporanea italiana, che si è aperto in Toscana, a San Sepolcro e proseguirà fino al 27 luglio.
“Un’azione pazza, coraggiosa ma profondamente artistica, come quella di Sue Austin, performer disabile inglese- racconta Luca Ricci, il direttore artistico della manifestazione “Capitani coraggiosi” – che rappresenta il filo conduttore di questa edizione di Kilowatt la capacità dell’arte di cambiare tutto ciò che diamo per “scontato” e immodificabile, come la diversità”.
Diversità che il festival porta nel proprio Dna, già nelle modalità di coinvolgimento del pubblico, invitato a costruire il “cartellone”. “Un gruppo di ‘non addetti ai lavori’, i cosiddetti ‘visionari’ sempre più folto – precisa Ricci- in trenta, quest’anno, che hanno selezionato e vagliato, una per una, oltre duecento proposte di spettacoli provenienti dalle giovani compagnie italiane, fino a sceglierne nove da presentare al festival”. Ed è proprio il tema dell’arte come strumento di trasformazione, come possibilità di superamento dei propri limiti o consapevolezza delle proprie capacità che lega alcuni degli spettacoli che segnaliamo, nella ricca programmazione del festival, che comprende oltre 25 rappresentazioni tra teatro, danza e musica e oltre 15 eventi tra incontri pubblici, letture, workshop, concerti e attività per bambini.
A partire da “In fondo agli occhi” di Gianfranco Berardi attore ipovedente diretto da César Brie che affronta il tema della cecità come metafora dell’epoca oscura e della condizione della “mancanza di luce in fondo al tunnel” in cui viviamo. Passando per la quotidianità conflittuale per nulla idilliaca, raccontata in “Zigulì” di Teatrodilina e Francesco Lagi, diario dell’amore e al contempo del rapporto denso e difficile tra un padre e un figlio disabile. E se gli attori di Punta Corsara, l’ensemble di Scampia , portano in scena il loro vissuto attraverso “Il convegno” affrontando di petto il tema delle periferie, dall’altra parte Fibre Parallele, giovane compagnia pugliese disegna con “Lo splendore dei Supplizi” il quadro schizofrenico di una società italiana ai margini, ma onnipresente, tra il gioco compulsivo di un giocatore d’azzardo e la convivenza forzata tra un anziano razzista e la badante straniera. Fino all’epilogo di “Tu eri me” del trio David Batignani/Simone Faloppa/Paola Tintinelli, delicata storia scaturita da una curiosa ricerca sulle case di riposo per artisti che diventa riflessione sull’esistenza. “A Kilowatt proponiamo uno sguardo obliquo sulla realtà della marginalità, sull’handicap senza pietismi o retorica – conclude Luca Ricci-. La disabilità fisica, come la vecchiaia e la diversità di appartenenza e sociale, anche grazie al teatro, possono diventare un punto di forza. Possono essere riscatto”.
(affariitaliani.it)

di Giovanni Cupidi

La prima guida con due itinerari «senza barriere» per visitare Firenze

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MILANO – Visitare una città d’arte in piena autonomia, grazie a itinerari studiati a misura di persone con disabilità motoria. Da qui il progetto “A ruota libera”, promosso e finanziato dalla Fondazione Cesare Serono. Il primo tassello dell’iniziativa è la pubblicazione di una guida sulla città di Firenze, completa di indicazioni sui servizi accessibili lungo il percorso per raggiungere i beni culturali e artistici del capoluogo toscano. Due gli itinerari individuati che consentono di visitare 22 siti d’interesse storico, artistico e culturale: dalla Galleria degli Uffizi alla chiesa di Santa Maria Novella, al Duomo. È stata valutata lungo i percorsi anche l’accessibilità di bar, bagni, farmacie, bancomat e altri servizi.

TURISMO PER TUTTI – «Le persone con disabilità, come evidenziano alcune ricerche svolte col Censis, spesso si sentono isolate e sono ancora oggetto di pregiudizi, come se non avessero gli stessi diritti degli altri – afferma Gianfranco Conti, direttore della Fondazione Serono -. Oltre al problema culturale, si aggiungono le barriere architettoniche presenti nella stragrande maggioranza delle città italiane. Da qui l’idea di abbinare mobilità, turismo e arte: le guide, in particolare, vogliono essere uno strumento per diffondere la cultura del turismo per tutti».

CITTÀ POCO ACCOGLIENTI – Città poco accoglienti che rappresentano spesso un percorso a ostacoli per chi si sposta in carrozzina: dai mezzi di trasporto pubblico senza pedane ai marciapiedi e negozi con gradini troppo alti e senza scivolo o pedana, ai bagni pubblici inaccessibili. Per capire come altre città europee hanno risolto il problema delle barriere architettoniche, i promotori del progetto “A ruota libera” hanno visitato Berlino, città premiata nel 2012 dalla Commissione Europea con uno specifico riconoscimento, Access City Award, in quanto città più accessibile in ambito comunitario.

STANDARD EUROPEI – «Ad aprile siamo stati ospiti del Comune insieme a Pierluca Rossi che per anni ha girato il mondo per realizzare documentari e reportage e oggi continua a fare il suo mestiere su una sedia a rotelle dopo la diagnosi di sclerosi multipla – afferma Gianfranco Conti -. Abbiamo verificato l’accessibilità di infrastrutture, luoghi di cultura e svago, negozi. E Rossi ha girato le riprese per fare anche un documentario. Per condividere gli standard europei di accessibilità dei luoghi e importarli in Italia, visiteremo anche Salisburgo e Avila, premiate come città accessibili dalla Commissione europea rispettivamente nel 2011 e 2010».

RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI – «Per valutare l’accessibilità delle strutture nel capoluogo fiorentino – spiega Conti – ci siamo avvalsi di V4AInside, un’innovazione tecnologica e organizzativa nel processo di raccolta ed elaborazione delle informazioni, messa a punto da Village for all. Gli itinerari, poi, sono stati provati da Pierluca Rossi». Le guide alle città d’arte con i percorsi accessibili saranno pubblicate dalla casa editrice Polaris, che creerà una nuova collana dedicata dal titolo “Itinerari accessibili: istruzioni per l’uso”. Entro fine anno saranno disponibili altre guide su Lucca, Pisa e Lecce e, a seguire, sulle più importanti città d’arte italiane.

(corriere.it)

Iris Grace: una storia a colori

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Iris Grace Halmshaw è una bambina autistica di 3 anni che ha fatto un tuffo nel mondo dell’arte con i suoi straordinari dipinti. 
Ha cominciato a dipingere come terapia, ma da quando i suoi genitori hanno deciso di mettere le sue opere in vendita hanno visto che i suoi quadri sono molto apprezzati, tanto da essere pagati fino a 830 sterline, quasi 1.000 euro.
La pittura ha anche contribuito a migliorare le condizioni della bambina, adesso ha un atteggiamento molto più felice. Sua madre, Arabella Carter-Johnson, ha detto di aver ricevuto pareri positivi sull’idea di pubblicare i dipinti di sua figlia su Facebook. “Ci siamo resi conto mesi fa che lei in realtà è davvero un talento, ha detto la signora Arabella. ”Domande per comprare i suoi quadri stanno fioccando da ogni parte del mondo e una stampa incorniciata è stata venduta in un’asta di ben come eficenza a Londra per 830 sterline“.
Il padre di Iris Grace, Peter-Jon Halmshaw, ha aggiunto: “Quando ha iniziato a dipingere con la terapia abbiamo pensato che era incredibile, ma siamo i suoi genitori così pensiamo che tutto quello che fa è incredibile. Ma un sacco di altre persone hanno iniziato a dire che il suo lavoro era fantastico. E così è cominciato il passaparola e tutto è iniziato“.
Finora, la famiglia ha venduto otto di opere d’arte di Iris Grace, e sta progettando di rendere disponibili anche le stampe dei dipinti. Alla bimba di tre anni, che non parla, è stato diagnosticato l’autismo l’anno scorso dopo che i suoi genitori hanno notato che lei raramente cercava il contatto visivo con loro, e hanno provato un certo numero di differenti terapie per aiutarla a socializzare. “Abbiamo iniziato con la terapia del gioco, con quella dell’equitazione, con la musicoterapia, e un bel paio di altri metodi“, ha detto Carter-Johnson, 32 anni. ”Con l’aiuto di esperti e di molti terapeuti è cambiata radicalmente in un breve lasso di tempo. Il contatto visivo era un evento raro, che lei non voleva o non sapeva come affrontare, non voleva giocare con noi ed era disperatamente angosciata quando l’abbiamo portata vicino a tutti gli altri bambini. Lei ora cavalca e si fa delle grosse risate, interpreta e comunica con la creazione di propri disegni. Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere per aiutarla a socializzare e farla parlare, ma stiamo avendo grosse soddisfazioni per i suoi progressi. Il suo autismo ha creato uno stile che non ho mai visto in un bambino della sua età, fa un uso spettacolare dei colori e capisce come interagiscono tra loro. Lei è piena di entusiasmo e gioia quando tiro fuori i suoi pennelli“.
Il talento di Iris Grace è venuto alla luce  pochi mesi fa, quando sua madre per prima la incoraggiò per iniziare a disegnare. “Come parte della terapia del gioco ho cercato di spingere Iris Grace a disegnare“, ha spiegato. ”Le ho comprato un cavalletto, ma lei lo odia, da quando le ho messo la carta e la faccio dipingere sul tavolo lei si è illuminata. Usa tutto ciò che pensa possa andare bene in piena autonomia, lei ama sperimentare“. La signora Carter-Johnson ha aggiunto: “Mi piacerebbe pensare che la storia di Iris Grace possa essere fonte di ispirazione per tutti i genitori con un bambino autistico“.
Michaela Butter, co-direttore dell’Embrace Art,  l’Università di Leicester, ha detto: “I quadri di Iris Grace dimostrano così bene come la disabilità non è un ostacolo alla creatività“. La famiglia spera di organizzare una mostra a Londra per dare ai quadri di Iris Grace un pubblico più ampio. Tutti i profitti derivanti dalle vendite vengono utilizzati per comprare i materiali che servono alla bambina per giocare con i colori e per pagare i terapeuti che la stanno seguendo.
(Questo articolo è stato tratto e riadattato da leggilo.net)

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di Giovanni Cupidi